BS: scesi dopo 40 ore i due dimostranti accampati sul tetto
Si è conclusa dopo circa 40 ore la protesta dei due manifestanti che si erano barricati sul tetto degli edifici sgomberati nell'area dell'ex centro culturale autogestito ZACK, nel quartiere di Klybeck a Basilea. Lo ha comunicato la polizia cantonale.
(Keystone-ATS) I due hanno lasciato volontariamente lo stabile attorno alle 20:00, ponendo definitivamente fine all’occupazione dello stabile, si legge nella nota diramata delle autorità renane.
La coppia di dimostranti ha contattato la polizia dichiarando di voler lasciare l’edificio di sua spontanea volontà. Dopo essere stati sottoposti a un controllo i due manifestanti sono stati rilasciati, mentre un rapporto è stato trasmesso al Ministero pubblico, precisa il comunicato.
Fin dall’inizio dello sgombero, i due occupanti – un uomo e una donna di età compresa fra i 35 e i 45 anni, secondo la Basler Zeitung – avevano avanzato richieste che la polizia cantonale non poteva soddisfare senza violare il proprio mandato legale. Tra le richieste, viene citato un salvacondotto, l’impunità e la rinuncia all’addebito dei costi dell’intervento.
Nel corso del colloquio con il gruppo di negoziazione delle forze dell’ordine, i due occupanti hanno accettato le condizioni proposte dalle autorità, sottolinea la polizia cantonale di Basilea Città
Lo sgombero dei tre stabili dismessi – più precisamente vecchi capannoni dove un tempo sorgevano fabbriche dell’industria chimica renana – era iniziato mercoledì alle 4:00 del mattino. All’arrivo della polizia i due manifestanti appartenenti alla cosiddetta “Zone Autonome Culturelle Klybeck”, il centro autogestito noto con l’acronimo di ZACK che occupava il perimetro da fine maggio, si erano rifiutati di scendere dal tetto.
Considerati i rischi legati all’intervento in quota e le possibili reazioni degli occupanti, gli agenti avevano privilegiato il dialogo, fornendo loro acqua e offrendo anche cibo e assistenza medica, poi rifiutati.
L’operazione di sgombero – intimato a seguito di una denuncia presentata dalla compagnia assicurativa Swiss Life, proprietaria degli immobili – era sfociato in una manifestazione a cui avevano preso parte centinaia di persone – 450 secondo le autorità – fra cui militanti dell’estrema sinistra. I dimostranti avevano tentato di raggiungere gli edifici occupati, ma erano stati respinti dalla polizia con idranti e gas lacrimogeni. Durante i disordini erano stati commessi numerosi danneggiamenti e una persona era stata arrestata.
Gli edifici verranno demoliti nell’ambito del progetto di riqualificazione urbanistica “Klybeck plus”, che prevede la realizzazione di un nuovo quartiere con circa 8’500 abitanti e 7’500 posti di lavoro. In un comunicato il collettivo ZACK chiedeva però alle autorità di Basilea e a Swiss Life di “cedere gli stabili occupati a lungo termine e senza contratto”, e di “escluderli dalla pianificazione urbanistica”, così da “creare un centro culturale autogestito per il quartiere e la città”.