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BS: 39 mesi prigione a poliziotto che picchiò richiedenti asilo

Keystone-SDA

Un ex poliziotto è stato condannato oggi in prima istanza dal Tribunale penale di Basilea a una pena detentiva di tre anni e tre mesi per aver picchiato due richiedenti asilo durante controlli. La sentenza non è ancora definitiva e può essere oggetto di ricorso.

(Keystone-ATS) L’ex agente di polizia, nel frattempo sospeso dall’incarico, è stato riconosciuto colpevole in particolare di messa in pericolo della vita altrui, ripetute lesioni semplici e abuso di autorità.

Il tribunale ha ritenuto assodato che l’ex poliziotto, oggi 34enne, abbia picchiato due richiedenti asilo in tre episodi che si sono verificati fra febbraio e marzo 2023. I fatti sono avvenuti durante un controllo nei pressi del parco della Dreirosenanlage a Basilea, come pure nell’auto della polizia e sono proseguiti in commissariato.

Al dibattimento di venerdì scorso, l’imputato aveva negato con veemenza i fatti a lui contestati. La difesa si è battuta per il proscioglimento da tutte le accuse. I colleghi dell’imputato hanno provato a scagionarlo, affermando di non ricordare episodi del genere. E che sarebbero intervenuti in una simile evenienza.

La pubblica accusa chiedeva una condanna a tre anni e sette mesi di prigione da scontare. Presentando la sentenza, la presidente del tribunale ha spiegato che una parte della riduzione di pena è legata al fatto che un gruppo di attivisti ha reso pubblico il nome dell’ex poliziotto finito alla sbarra.

Le affermazioni fatte separatamente dai due richiedenti asilo picchiati combaciano tra di loro e danno l’immagine di un poliziotto che odia gli arabi e ha cercato di ottenere rispetto con la violenza, ha inoltre detto la giudice.

Anche le dichiarazioni di alcuni testimoni sono “altamente credibili”. Al contrario, le affermazioni della difesa, che ha sostenuto che le due vittime si sarebbero procurate le ferite intenzionalmente “rasentano la teoria del complotto”, ha aggiunto la presidente del tribunale.

In seguito all’apertura del procedimento penale, l’accusato era stato dapprima trasferito in un servizio amministrativo della polizia. Lo scorso novembre la polizia cantonale di Basilea Città lo ha licenziato con effetto immediato, secondo quanto riferito da diversi media.

Da notare infine che mentre in aula veniva letta la sentenza, fuori dal tribunale un manipolo di attivisti ha organizzato una manifestazione di protesta innalzando uno striscione che recitava “insieme contro la violenza poliziesca”.

Polizia di Basilea in trasformazione

La polizia di Basilea Città sta attraversando una fase di trasformazione. Un rapporto pubblicato nel giugno 2024 dal professore di diritto amministrativo Markus Schefer aveva messo in luce una situazione di grave crisi al suo interno. Molti degli agenti intervistati denunciavano una “cultura della paura”, mancanza di fiducia nei vertici e episodi di razzismo e sessismo.

Come prima misura, la direttrice del Dipartimento della sicurezza Stephanie Eymann (Partito liberale-democratico, LDP) ha sospeso il comandante della polizia Martin Roth. Da settembre 2024 Thomas Würgler ricopre la carica di comandante ad interim ed è responsabile della riorganizzazione del corpo di polizia.

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