Bronx: killer condannato 27 anni dopo grazie a nuove tecniche Dna
Un caso rimasto irrisolto per oltre due decenni nel Bronx si è chiuso con una condanna grazie a nuove tecniche investigative sul Dna e a un'operazione sotto copertura.
(Keystone-ATS) La vicenda è stata ricostruita dal New York Times. Nel febbraio 1999 una ragazzina di 13 anni, Minerliz Soriano, fu trovata morta strangolata nel quartiere della Grande Mela: il suo corpo era all’interno di un sacco della spazzatura in un centro commerciale e sulla felpa che indossava furono trovate tracce di sperma.
Gli analisti del laboratorio di medicina legale eseguirono vari test sulle macchie, rilevando un profilo genetico individuale, che tuttavia non corrispondeva a nessuno presente nei registri del sistema giudiziario penale dello Stato.
Le tracce si sono perse per 20 anni, finché si è riusciti a collegare il Dna a una persona deceduta, ovvero il padre di quello che si è poi rivelato il killer. Il colpevole, Joseph Martinez, è stato identificato dalla polizia nel 2021, dopo che gli investigatori hanno raccolto di nascosto suoi campioni genetici durante un incontro organizzato con un falso pretesto.
Il Dna, prelevato da oggetti usati dall’uomo in un diner, ha coinciso con quello trovato sugli indumenti della teenager e Martinez è stato condannato settimana scorsa ad almeno 25 anni di carcere, al termine del processo che ha messo il punto alla vicenda. È la prima volta a New York che un caso viene risolto grazie al Dna famigliare.