Borsa svizzera da record, SMI sale ai massimi di sempre
Borsa svizzera da record: nella mattinata di oggi l'indice principale SMI ha toccato quota 14’755,48 punti, superando di quasi 90 punti il precedente massimo storico registrato a metà agosto. Dall'inizio dell'anno il mercato ha guadagnato l'11%.
(Keystone-ATS) Secondo gli operatori, il rialzo delle ultime settimane è legato soprattutto a un cambiamento nelle strategie degli investitori, che stanno riducendo l’esposizione ai titoli tecnologici per orientarsi verso società considerate più solide e meno vulnerabili alle crisi economiche.
La tendenza favorisce in modo particolare il mercato elvetico, dove Roche, Novartis e Nestlé rappresentano una componente importante dell’SMI. I loro prodotti, dai medicinali agli alimenti, tendono infatti a mantenere una domanda relativamente stabile anche nelle fasi di rallentamento economico. Ma a rafforzare il clima positivo hanno contribuito anche i risultati incoraggianti pubblicati da diverse aziende elvetiche.
La corsa del listino di Zurigo prosegue quindi malgrado le incertezze legate al conflitto in Medio Oriente, ai prezzi elevati del petrolio e ai timori di una nuova accelerazione dell’inflazione globale. Il rincaro dell’energia alimenta infatti le pressioni sui prezzi e aumenta il rischio che le banche centrali mantengano i tassi d’interesse su livelli elevati o procedano a ulteriori rialzi. Questo scenario è particolarmente sfavorevole per le società tecnologiche, le cui valutazioni di borsa dipendono spesso dalle aspettative di utili futuri.
Come si ricorderà l’SMI – Swiss Market Index – è nato ormai quasi quattro decenni or sono, il 30 giugno 1988. Allora partì con 1500 punti – il punto più basso risale al 14 gennaio 1991, con 1287,60 punti – e nel frattempo si è quindi moltiplicato per quasi dieci volte. I 5000 punti vennero raggiunti nel 1997, i 10’000 nel 2019, i 12’000 nel 2021, i 13’000 nel febbraio 2025 e i 14’000 nel febbraio scorso. La migliore performance in questi anni è stata quella del 1993 (+40%), la peggiore quella del 2008 (-35%): la progressione media annuale (escludendo i dividendi) è stata del 6%.
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