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Bolsonaro fugge in Florida, Trump pronto a dargli l’asilo

Keystone-SDA

Due giorni dopo la batosta elettorale Flavio Bolsonaro ha violato il divieto dei giudici di lasciare il Brasile, ed è fuggito in Florida, insieme alla moglie Fernanda e alle figlie, Luíza e Carolina.

(Keystone-ATS) L’amministrazione Trump ha già fatto sapere che è disposta a concedergli l’asilo politico. Ad aspettarlo il fratello Eduardo, anche lui latitante, che vive tra Orlando e Miami, grazie alla green card rilasciata sempre dalla Casa Bianca. È l’epilogo di una giornata febbrile in cui l’ex candidato alla presidenza ha fatto perdere ogni traccia di sé alimentando una sorta di giallo internazionale.

Atterra nell’America del tycoon, dell’amico di famiglia, da ex leader, perdente, sotto inchiesta e politicamente screditato: mentre era in volo il suo partito lo ha mollato riconoscendo la vittoria di Lula, che oggi festeggia gli 81 anni presidente per la quarta volta. Un gesto che segna plasticamente la fine della stagione politica del bolsonarismo.

Già ieri si capiva come sarebbe andata a finire. Dopo la visita al padre Jair ai domiciliari, forse per un ultimo saluto, Flavio aveva reso noto che il giudice della Corte Suprema, Alexandre de Moraes gli aveva intimato di consegnare i suoi passaporti entro 24 ore e di non uscire dal Paese. Fuori dalla casa paterna di Brasilia, Flavio ha detto la sua ennesima bugia: “Non intendo lasciare il Brasile, questa misura è assolutamente ingiustificata”, protestava. Ma stamattina, dai media argentini sono arrivate le prime indiscrezioni su un jet privato pronto per il decollo nell’aeroporto di Iguazu. E fra i nomi dei passeggeri c’era quello di Flavio. Il governo amico di Milei ha smentito categoricamente: Bolsonaro non è entrato nel nostro Paese. Intanto la polizia brasiliana era già alle calcagna, verificando ogni valico di frontiera. Scadute le 24 ore il giudice ha annunciato l’annullamento dei suoi passaporti, ma ormai era tutto inutile. I suoi familiari avevano appena riferito ai media brasiliani della fuga verso di States.

Con ogni probabilità lui e la sua famiglia sono entrati clandestinamente, a piedi, in Argentina, un po’ come fece nel 2025 l’ex deputata bolsonarista italo-brasiliana Carla Zambelli.

Secondo la Cnn, la soffiata del volo di Iguazu con lui a bordo è stato un depistaggio: pare che sia partito da un’altra città argentina. Ma poco conta, ora che è scappato. Raggiunge il fratello Edoardo, anche lui in Usa dal febbraio 2025 per sottrarsi al mandato di arresto emesso sempre dallo stesso giudice Alexandre de Moraes, quando era ancora deputato. È stato condannato in via definitiva a 4 anni e 2 mesi di reclusione perché riconosciuto colpevole del reato di aver utilizzato il suo ruolo per sollecitare sanzioni economiche da parte degli Stati Uniti contro il giudice che stava indagando e che poi condannò il padre Jair a 27 anni per il tentato golpe del 2023. Su Flavio non pende alcun mandato di arresto ma è nei guai giudiziari fino al collo. E non essendo stato eletto, la sua immunità finirà a febbraio.

Al momento è indagato alla Corte suprema federale su due fronti. Nel caso Dark Horse è accusato di corruzione, riciclaggio di denaro ed evasione di valuta, nell’ambito dell’inchiesta sul finanziamento del film dedicato al padre Jair Bolsonaro. In esame ci sono fondi riconducibili all’ex banchiere Daniel Vorcaro, attualmente in carcere per una maxi frode, e fondi pubblici parlamentari. Poi è indagato anche nel caso Willer Tomaz: qui l’accusa è sospetto riciclaggio di denaro e presunte irregolarità finanziarie legate a società, piattaforme di scommesse.

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