BNS: per ora tassi fermi allo 0,0%, ma il 2027 divide gli esperti
La Banca nazionale svizzera (BNS) terrà giovedì prossimo il suo terzo esame annuale della situazione economica e monetaria.
(Keystone-ATS) Gli esperti sono unanimi nel ritenere che il tasso guida rimarrà allo 0,0%, ma lo sguardo è già rivolto al 2027, con previsioni che vanno dallo 0,0% allo 0,75%.
Malgrado il recente aumento in Svizzera dell’inflazione, salita in agosto allo 0,8%, dopo lo 0,4% di luglio, secondo gli analisti non sussistono i presupposti per un intervento immediato: l’incremento dei prezzi resta nell’intervallo obiettivo, che la BNS definisce fra lo 0% e il 2%.
Dopo l’aumento dei tassi da parte della Banca centrale europea (Bce) la scorsa settimana e il primo rialzo, questo mercoledì, della Federal Reserve, la domanda sorge spontanea: cosa farà nei prossimi mesi la BNS? Se gli economisti sono concordi sul fatto che giovedì non ci saranno sorprese, le stime per i prossimi trimestri divergono ampiamente. Per molti esperti la questione non è più se ci saranno interventi sul costo del denaro, ma quando.
Stando alle previsioni la forbice per il tasso guida BNS a fine 2027 va da 0,00 a 0,75%. L’istituto di ricerca BAK Economics ipotizza un primo rialzo già in dicembre, altri lo vedono a partire da marzo 2027. Le ragioni: l’inflazione in aumento, il franco più debole e la ripresa dell’economia. In queste condizioni l’orientamento espansivo della politica monetaria non sarebbe più necessario e una normalizzazione sarebbe indicata.
Negli ultimi mesi il franco si è indebolito sensibilmente. Questo aiuta l’economia di esportazione, ma rende più cari i beni importati, energia in primis. Un franco meno forte può quindi generare pressione inflazionistica aggiuntiva. Finché la moneta elvetica rimane fondamentalmente robusta e il rincaro è basso, la BNS può mantenere il tasso zero: ma più a lungo e più intensamente il franco si indebolisce, maggiore diventa la pressione a reagire all’inflazione importata.
In quest’ambito diversi specialisti si aspettano che l’istituto guidato da Martin Schlegel utilizzi prima le vendite di valuta estera come strumento aggiuntivo, favorendo un apprezzamento del franco e frenando la pressione sui prezzi esteri. Questo è particolarmente rilevante se il differenziale dei tassi con i paesi di oltre frontiera continua ad aumentare, sottolinea Renato Flückiger della banca Valiant. Le grandi riserve valutarie offrono alla BNS un margine di manovra aggiuntivo.
Visto che giovedì non è atteso alcun cambiamento sui tassi al centro dell’attenzione dovrebbero quindi figurare soprattutto le nuove previsioni sull’inflazione e sul prodotto interno lordo. Soprattutto la stima sul rincaro potrebbe fornire indizi sul futuro percorso dei tassi: uno spostamento verso l’alto della stima a medio termine mostrerebbe che un aumento dei tassi si sta avvicinando.