Bilancia dei pagamenti, surplus in netto aumento
Saldo della bilancia dei pagamenti in netto aumento nel secondo trimestre per l'economia svizzera: l'avanzo di conto corrente è stato di 23,7 miliardi di franchi, a fronte dei 16,5 miliardi dei tre mesi precedenti e dei 10,2 miliardi dello stresso periodo del 2025.
(Keystone-ATS) L’incremento è riconducibile principalmente all’interscambio di merci, in cui è incluso anche l’oro, spiega la Banca nazionale svizzera (BNS) in un comunicato odierno. I saldi dell’interscambio di servizi, dei redditi primari e di quelli secondari non hanno invece subito variazioni sostanziali.
La posizione patrimoniale netta sull’estero è aumentata di 22 miliardi rispetto al trimestre precedente, attestandosi a 986 miliardi di franchi. La consistenza degli attivi si è ampliata di 149 miliardi a 5564 miliardi, quella delle passività di 127 miliardi a 4578 miliardi.
La bilancia dei pagamenti registra tutte le entrate e le uscite di un’economia con l’estero, includendo non solo il commercio di beni ma anche quello dei servizi (per esempio il turismo), nonché i redditi da lavoro e da capitale. La struttura e l’evoluzione della bilancia dei pagamenti forniscono importanti indicazioni sui rapporti economici di un paese con le nazioni oltre i suoi confini. Concretamente un’eccedenza elevata è considerata un segno di forza dell’economia.
Il surplus è però diventato un problema l’anno scorso, quando il Dipartimento del tesoro degli Stati Uniti aveva inserito la Svizzera in un elenco di paesi da tenere sotto osservazione per le loro pratiche valutarie, in quanto potenziali manipolatori di cambi. L’avanzo in questione è infatti uno dei criteri su cui si basano le autorità americane. Da parte sua la BNS si è sempre difesa dalle accuse di manipolazione valutaria: la banca interviene sul mercato dei cambi solo se è necessario per raggiungere l’obiettivo di stabilità dei prezzi in Svizzera, argomenta l’istituto guidato da Martin Schlegel.