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Berna: manifestazione pro Palestina, costi di polizia 1,1 mio

Keystone-SDA

Il costo dell'intervento della polizia durante la manifestazione pro Palestina non autorizzata, degenerata l'11 ottobre scorso a Berna, ammonta a 1,1 milioni di franchi.

(Keystone-ATS) In totale sono stati impiegati 660 agenti di polizia e 536 persone sono state controllate nel corso dei disordini, che hanno causato diversi feriti e danni. Sono i dati che figurano in rapporti pubblicati oggi dalle autorità municipali e dalla polizia cantonale bernese.

Il governo della città di Berna difende tuttavia la strategia adottata nel corso della manifestazione in questione: ritiene giusto non aver represso sul nascere l’evento e intende puntare anche in futuro sul dialogo e la distensione, lasciando aperta la necessità di leggi più severe.

Le violenze protrattesi per ore nel centro della città federale hanno causato danni materiali per diverse centinaia di migliaia di franchi e feriti sia tra gli agenti di polizia sia tra i manifestanti. “L’ampiezza della violenza ha superato le previsioni”, sottolinea il Municipio nel suo rapporto.

Numerosi gruppi avevano indetto tramite social media una manifestazione pro Palestina l’11 ottobre 2025 a Berna senza però richiedere una autorizzazione. La città ha incaricato la polizia di tollerare l’evento e di consentire l’accesso a Piazza federale, a condizione che la protesta rimanesse pacifica.

Nel pomeriggio, in base alle stime, si sono radunate circa 8000 persone nella piazza della stazione. La maggioranza si è comportata in modo pacifico, secondo polizia e città. L’aggressività durante il corteo viene attribuita a una minoranza incline alla violenza e altamente organizzata.

Ore di violenza

Un rapporto della polizia cantonale descrive come la situazione sia degenerata dopo i primi danneggiamenti in Piazza federale. Alcuni manifestanti hanno acceso petardi e fuochi d’artificio, eretto barricate e appiccato incendi. Inoltre, secondo la polizia, le forze dell’ordine sono state attaccate in modo massiccio.

Gli agenti hanno utilizzato proiettili di gomma e gas lacrimogeni. L’accerchiamento del gruppo violento è avvenuta verso le 17.00 e tutti i facinorosi sono stati rilasciati solo nelle prime ore del giorno seguente. La raccolta delle prove e l’identificazione sono state complesse; la polizia ha controllato 536 persone.

Secondo il rapporto, 18 agenti di polizia sono rimasti feriti. Riguardo a segnalazioni di organizzazioni per i diritti umani e attivisti secondo cui ci sarebbero stati centinaia di manifestanti feriti, la polizia scrive di non disporre al riguardo di informazioni confermate. È a conoscenza di una persona che è rimasta leggermente ferita da un proiettile di gomma.

Il Municipio ritiene tuttavia che soffocare sul nascere la manifestazione non autorizzata non sarebbe stato proporzionato. Se si fossero dispersi migliaia di persone durante il raduno, ciò avrebbe portato a un’escalation nella piazza della stazione.

La strategia della città si basa sul dialogo, sulla de-escalation e su una valutazione proporzionata dei rischi. Questa è stata effettuata in anticipo insieme alla polizia cantonale. Alla fine, la violenza non era prevedibile.

Il Municipio a maggioranza rosso-verde lascia aperta la questione se siano necessarie basi giuridiche più severe per regolamentare le manifestazioni non autorizzate. La polizia cantonale vorrebbe poter allontanare i manifestanti prima che si formi una grande folla in modo da agire preventivamente.

Non è ancora chiaro quanti autori di violenze saranno chiamati a rispondere delle loro azioni. Il procedimento giudiziario è in corso. Secondo le proprie dichiarazioni, la città ha sporto denuncia e creato i presupposti per un possibile trasferimento dei costi.

Sono in corso anche indagini sulla proporzionalità delle singole misure di polizia. Secondo il rapporto del Municipio sono state presentate due denunce. Amnesty International Svizzera ha criticato l’intervento della polizia come “ingiustificato ed eccessivo”.

Il responsabile della sicurezza Alec von Graffenried (Verdi lista libera), dopo l’escalation della manifestazione pro Palestina, lascia aperta la questione se, col senno di poi, il Municipio avrebbe agito diversamente. “Col senno di poi si è sempre più saggi”, ha detto oggi a Keystone-ATS.

“Se si fosse avuta la certezza in anticipo che sarebbero scoppiate violenze, queste sarebbero state impedite”, ha affermato von Graffenried. L’esecutivo della città ha deliberatamente puntato su un approccio di de-escalation che può anche proteggere persone non coinvolte. Tuttavia, questo modo di procedere deve essere valutato e deciso caso per caso, ha sottolineato.

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