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BCE alza i tassi di un quarto di punto al 2,25%

Keystone-SDA

La Banca centrale europea (BCE) alza i tassi di un quarto di punto portando il tasso sui depositi dal 2 al 2,25%. La decisione, ampiamente attesa dopo lo shock energetico causato dalla guerra all'Iran, rappresenta la prima stretta monetaria dal settembre 2023.

(Keystone-ATS) Il tasso sui rifinanziamenti principali sale dal 2,15% al 2,40%; quello sui prestiti marginali dal 2,40% al 2,65%.

La BCE ha inoltre ulteriormente tagliato le previsioni sul PIL, e alzato quelle sull’inflazione, a fronte del prolungarsi della guerra di USA e Israele all’Iran.

La crescita – nel nuovo scenario “di base” – è ora attesa allo 0,8% per il 2026 (dallo 0,9% delle precedenti “staff projections” di marzo), all’1,2% per il 2027 (dall’1,3%) e alzata all’1,5% (dall’1,4%) per il 2028.

L’inflazione è rivista al 3% per quest’anno, al 2,3% per il 2027 e poi frena al 2%, rispettivamente dal 2,6, 2 e 2,1% delle precedenti previsioni.

“Le prospettive restano incerte, con rischi al rialzo per l’inflazione e rischi al ribasso per la crescita economica”, si legge in una nota della BCE.

“Le implicazioni complessive della guerra per l’inflazione e la crescita a medio termine – afferma l’istituto – dipenderanno dall’intensità e dalla durata dello shock sui prezzi dell’energia, nonché dalla portata dei suoi effetti indiretti e di secondo impatto. Questa incertezza si riflette anche nell’ampiezza dei valori dell’inflazione e della crescita nei nuovi scenari formulati a scopo illustrativo dagli esperti dell’Eurosistema, che saranno pubblicati unitamente alle proiezioni sul sito internet della BCE”.

Con la decisione odierna il Consiglio direttivo “resta in una posizione favorevole per affrontare l’incertezza causata dalla guerra. Per definire l’orientamento di politica monetaria adeguato, seguirà attentamente la situazione e adotterà un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono assunte di volta in volta a ogni riunione”.

I dati chiave per la BCE saranno “una valutazione delle prospettive di inflazione e dei rischi a esse associati, considerati i nuovi dati economici e finanziari, nonché della dinamica dell’inflazione di fondo e dell’intensità della trasmissione della politica monetaria, senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi”.

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