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Basilea: focolaio di legionellosi, un morto e 26 malati

Keystone-SDA

Nelle ultime due settimane 26 persone si sono ammalate di legionellosi a Basilea. Una persona è morta, ha comunicato oggi il Dipartimento cantonale della sanità. Il focolaio più probabile è stato individuato. Possibili altri casi a causa del periodo di incubazione.

(Keystone-ATS) Dei 26 malati, 25 hanno dovuto essere ricoverati in ospedale. Attualmente nove sono ancora in cura. Come accennato, per sette persone è stato necessario il ricovero in terapia intensiva. Attualmente, una sola si trova ancora in questo reparto, precisa una nota odierna delle autorità.

Torri di raffreddamento

Secondo quanto riferito dalle autorità cantonali, venerdì sono state dismesse due torri di raffreddamento, contaminate da legionella, situate sul tetto di due case. Il laboratorio cantonale ha inoltre esaminato altre torri di raffreddamento di impianti di refrigerazione e ventilazione, ha precisato ai media il direttore della sanità di Basilea Città, Lukas Engelberger (Centro).

L’indagine sui pazienti contagiati ha rivelato un focolaio nel quartiere popolare di Klein-Basel situato sulla sponda destra del Reno, stando a una nota delle autorità cantonali. Sono stati riscontrati casi isolati anche in altri quartieri. Ciò faceva supporre l’esistenza di una o più fonti comuni e le indagini si sono quindi concentrate sulle torri di raffreddamento ad acqua.

Se queste torri sono contaminate dal batterio della Legionella, il vapore acqueo che emettono può contenere goccioline infettive. A seconda delle condizioni meteorologiche e del vento, queste goccioline possono diffondersi su una distanza considerevole. L’inalazione da parte dei residenti può causare un’infezione.

Delle dieci torri sottoposte ad esame nelle vicinanze del focolaio di infezione, otto presentavano livelli di Legionella superiori alla soglia consentita. In particolare, sono stati rilevati livelli elevati di Legionella pneumophila, il batterio responsabile della maggior parte delle infezioni nell’uomo, in due impianti del sistema di raffreddamento situato sul tetto di un immobile adibito a uffici

Questi due impianti sono stati completamente chiusi venerdì e sono attualmente oggetto di interventi di decontaminazione. Nelle altre sei torri contaminate, finora sono state rilevate solo altre specie di Legionella, non patogene per l’uomo, ha spiegato il chimico cantonale Yves Parrat.

Agire preventivamente

Le torri di raffreddamento non sono soggette all’obbligo di notifica al Cantone. Per questo motivo, Parrat ha raccomandato ai gestori di altri grandi impianti industriali di rivolgersi al laboratorio cantonale per far prelevare dei campioni.

I disinfettanti possono frenare la diffusione della legionella. A causa dei cambiamenti climatici, occorre però adeguare i dosaggi, ha aggiunto Parrat. È possibile che l’attuale ondata di caldo favorisca la proliferazione di questi batteri. Sono quindi necessari adeguamenti mirati per contrastare il riscaldamento dell’acqua negli impianti, anche se questo aspetto deve ancora essere studiato scientificamente.

Altri casi possibili

A causa del periodo di incubazione, è possibile che nei prossimi giorni si registrino altri casi, ha affermato davanti ai media la vice medico cantonale, Eva Würfel. Negli ultimi anni sono stati osservati focolai di Legionella anche in altre città svizzere, come Zurigo, Lugano e Ginevra.

Ciò che rende particolare il caso di Basilea, tuttavia, è che è stato possibile individuare la fonte più probabile, ha affermato Würfel.

La legionellosi

La legionellosi è una malattia primariamente respiratoria causata da batteri del genere Legionella che si trovano naturalmente nell’acqua. L’infezione, indica il sito dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), avviene principalmente attraverso l’inalazione.

Esistono due quadri clinici. La forma grave è la malattia del legionario: da due a dieci giorni dal contagio si manifestano febbre, tosse, dolori muscolari e mal di testa, che possono portare a una grave polmonite. Nonostante il trattamento antibiotico, muore dal 5 al 10% dei malati. La forma lieve, la febbre di Pontiac, si manifesta con sintomi simili a quelli dell’influenza e di solito guarisce spontaneamente nel giro di pochi giorni.

Il rischio di contrarre la malattia aumenta con l’età. Gli uomini ne sono colpiti molto più spesso delle donne. Sono particolarmente vulnerabili anche i fumatori e le persone con un sistema immunitario indebolito. Secondo l’UFSP, dal 2001 il numero di segnalazioni di legionellosi in Svizzera è in aumento. Nel 2025 sono stati segnalati all’UFSP complessivamente 529 casi probabili e confermati di legionellosi.

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