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Bürgenstock: arrivato JD Vance, al via negoziati blindati con Iran

Keystone-SDA

Sono iniziati stamane sul Bürgenstock i cruciali colloqui a livello di esperti tra Stati Uniti e Iran: il vicepresidente statunitense JD Vance è atterrato all'alba a Emmen (LU) ed è giunto nel resort nidvaldese attorno alle 06:40.

(Keystone-ATS) La delegazione iraniana – guidata dal presidente del parlamento Mohammed Ghalibaf – era già arrivata ieri sera.

L’obiettivo dello storico incontro, mediato da Pakistan e Qatar, è trasformare l’accordo di principio siglato mercoledì scorso a Washington e Teheran in un’intesa definitiva.

Al centro dei negoziati ci sono il programma nucleare iraniano (con l’ipotesi di trasferire all’estero o diluire l’uranio arricchito), la revoca delle sanzioni USA, lo sblocco dei fondi iraniani congelati e un piano da 300 miliardi di dollari per la ricostruzione del Paese. Le trattative dovrebbe durare circa due mesi.

Tensioni alla vigilia e tregua violata

Il vertice odierno prende il via dopo giorni di altissima tensione. Un primo round di colloqui, inizialmente previsto per venerdì, era stato rinviato a causa di pesanti raid israeliani e lanci di razzi da parte di Hezbollah nel sud del Libano, costati la vita a decine di persone. Le violenze hanno fatto vacillare il cessate il fuoco concordato tra USA e Iran proprio all’interno dell’accordo quadro di mercoledì.

In risposta agli attacchi e alla presenza militare israeliana nel sud del Libano, ieri Teheran ha minacciato di bloccare nuovamente lo Stretto di Hormuz. Dal canto loro, gli Stati Uniti hanno espresso una netta disapprovazione all’alleato Israele per i raid, ma hanno smentito il blocco navale, assicurando che le proprie forze continuano a garantire la libera navigazione nello stretto, dove ieri il transito di petroliere ha registrato un picco record.

Il ruolo della Svizzera

Nonostante lo scetticismo di molti osservatori sui tempi del negoziato e i continui scambi di accuse tra le parti, i diplomatici hanno deciso di procedere. Sul Bürgenstock i colloqui preliminari sono stati avviati già ieri dagli inviati speciali di Donald Trump, Jared Kushner e Steve Witkoff.

Per la Svizzera questo vertice apre una nuova importante finestra per i suoi “buoni uffici”. L’intera area del Bürgenstock è blindata e presidiata da circa 2000 membri dell’esercito e della polizia per garantire la massima sicurezza.

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