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Aziende svizzere aumentano quota di energia verde

Keystone-SDA

Le maggiori aziende svizzere utilizzano sempre più energia verde. La metà delle società dello Swiss Market Index (SMI) ha aumentato la quota di energia rinnovabile nell'ultimo esercizio, emerge da un'analisi dell'agenzia finanziaria AWP.

(Keystone-ATS) Complessivamente, dieci dei 20 gruppi dello SMI hanno aumentato la loro quota di energia verde rispetto all’anno precedente. Per gli altri, tale fetta è rimasta stabile, nella maggior parte dei casi a livelli molto elevati. L’incremento non è un fenomeno isolato, ma prosegue un andamento pluriennale. In media, la quota si attesta all’84%.

Lo scorso anno, Sika ha registrato l’incremento più significativo, passando dal 70 al 77%. Secondo il rapporto sulla sostenibilità, il gruppo specializzato in prodotti chimici per l’edilizia ha raggiunto tale risultato grazie all’acquisto di certificati di energia verde e alla messa in funzione di ulteriori impianti solari di proprietà. Nel 2025 hanno compiuto notevoli progressi anche Nestlé (dal 95 al 99%), Novartis (dal 96 al 100%) e ABB (dal 95 al 98%).

Givaudan, Swiss Re, Swisscom e Swiss Life continuano a utilizzare esclusivamente energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili. Per la maggior parte delle altre aziende la quota è pari o superiore al 90%. Kühne + Nagel, ad esempio, raggiunge il 99%.

Valori anomali nella parte bassa della classifica

I casi anomali riguardano soprattutto realtà particolarmente energivore. Lo specialista dei materiali da costruzione Holcim, il maggiore emettitore di gas serra dello SMI, si attesta al 28%: una quota superiore a quella dell’anno precedente, ma ancora nettamente al di sotto della media dello SMI. Il gruppo non ha risposto a sollecitazioni in tal senso da parte di AWP.

Anche Sandoz, con una quota di energia verde del 40%, ha ancora margini di miglioramento. La fetta ecologica dovrebbe aumentare presto, poiché il produttore di farmaci generici ha stipulato a metà dello scorso anno un contratto di acquisto di energia solare con un gruppo energetico spagnolo. Il relativo impianto dovrebbe entrare in funzione nel 2027.

Il gruppo oftalmologico Alcon e Amrize, scorporata lo scorso anno da Holcim, non riportano attualmente dati completi sul consumo di energia verde.

Certificati verdi e altro

Le aziende si procurano l’energia rinnovabile in modi diversi: tramite impianti solari propri, acquistando energia verde dal fornitore o tramite i cosiddetti certificati verdi.

Di norma, gran parte dell’energia elettrica deve essere acquistata. Se il fornitore non offre soluzioni ecologiche, l’acquisto di certificati verdi rappresenta l’opzione più semplice. In questo modo si attesta che una determinata quantità di energia elettrica da fonti rinnovabili viene prodotta e immessa in rete.

L’alternativa più completa è rappresentata dai contratti di acquisto di energia a lungo termine (Power Purchase Agreements, PPA). Con questa soluzione, le aziende si impegnano ad acquistare una determinata quantità di energia elettrica per un periodo prolungato. Tali intese sono ancora un’eccezione, ma stanno acquisendo importanza, soprattutto per le aziende ad alto consumo energetico. Holcim acquista ad esempio già circa 900 gigawattora tramite PPA. E Lonza dispone, per le sue sedi europee, di un accordo che prevede fino a 350 gigawattora di energia solare.

Secondo le organizzazioni ambientaliste questa soluzione rappresenta, insieme alla produzione propria, la via maestra. La firma di PPA contribuisce infatti spesso alla realizzazione di nuovi impianti di produzione ecologici.

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