Aziende caute nell’assumere, malgrado la buona congiuntura
Si respira prudenza sul mercato del lavoro svizzero: le prospettive per il periodo ottobre-dicembre aumentano leggermente, ma restano per il terzo trimestre consecutivo ai livelli più bassi dal 2022.
(Keystone-ATS) È quanto emerge da un’indagine di ManpowerGroup, che sottolinea il contrasto con la positiva evoluzione economica generale.
Stando all’analisi della società di reclutamento di personale, la prospettiva netta di occupazione (Net Employment Outlook, NEO) destagionalizzata per il quarto trimestre 2026 si attesta a +21%. Il dato è di un punto percentuale migliore rispetto al trimestre precedente, ma è in calo di quattro punti su base annua. La prudenza elvetica spicca anche nel confronto internazionale: il NEO globale è a +29%: la Confederazione si colloca quindi otto punti sotto la media mondiale e appena sopra la media europea di +20%.
Secondo gli esperti di ManpowerGroup la cautela nelle assunzioni sorprende alla luce dell’andamento congiunturale. Nel secondo trimestre 2026 l’economia elvetica ha registrato una crescita del prodotto interno lordo (Pil) dell’1,5% rispetto al trimestre precedente, il tasso più forte dal 2021. Allo stesso tempo, il mercato del lavoro temporaneo – considerato un indicatore anticipatore dei cicli economici – è in crescita dall’inizio dell’anno.
“I segnali economici sono più positivi delle intenzioni di assunzione delle aziende”, commenta Eric Jeannerod, responsabile per la Svizzera della multinazionale, citato in un comunicato. “Questo dimostra che la domanda di personale non si sviluppa semplicemente in parallelo alla congiuntura. Oggi le imprese valutano con maggiore prudenza quali competenze necessitano e dove ulteriori assunzioni convengono nel lungo periodo. Dopo il primo entusiasmo, le aziende affrontano in modo più approfondito le possibilità di impiego dell’intelligenza artificiale (IA)”, aggiunge il manager in carica dal gennaio 2024.
Dietro il quadro generale prudente si nascondono sviluppi diversi. L’edilizia e l’industria continuano a mostrare fabbisogno di personale, mentre in altri settori i posti di lavoro con un’alta quota di attività potenzialmente automatizzabili sono sempre più sotto pressione. La ricerca di collaboratori diventa quindi più differenziata e si concentra su determinate qualifiche e ambiti di attività.
“Il mercato del lavoro elvetico non è semplicemente caratterizzato da una carenza o da un eccesso di manodopera”, spiega Jeannerod. “Vediamo piuttosto che domanda e offerta in alcuni ambiti tendono a divergere sempre più. Chi cerca candidati si trova di fronte alla sfida di identificare le competenze reali in curriculum sempre più ottimizzati dall’IA e quindi molto simili. Inoltre occorre sviluppare i dipendenti esistenti e riconoscere potenziali anche al di là dei percorsi classici”.
Un segnale positivo arriva dai giovani in cerca di primo impiego. Rispetto all’anno precedente, la dinamica delle assunzioni per i junior è migliorata di 14 punti percentuali. Il 35% dei responsabili intervistati riferisce un aumento leggero o netto delle assunzioni, mentre il 21% registra un calo. L’ingresso nel mondo del lavoro resta comunque impegnativo, ma questa evoluzione potrebbe indicare un’inversione di tendenza. “La ripresa dei profili junior è un segnale importante”, si dice convinto Jeannerod. “Potrebbe indicare che le aziende considerano l’IA in modo più differenziato”.
La crescente selettività del mercato del lavoro si riflette anche nella copertura delle posizioni aperte. Il 32% dei responsabili intervistati indica che oggi la ricerca di talenti adatti dura più a lungo rispetto a un anno fa. Solo il 20% ritiene il processo di reclutamento più semplice. Il motivo più frequente addotto dalle aziende interessate è la mancanza di competenze dei candidati (43%). A ciò si aggiunge una crescente discrepanza tra le aspettative dei candidati e le richieste dei datori di lavoro (26%). Anche l’intelligenza artificiale pone nuove sfide al reclutamento: il 16% cita i curriculum generati dall’IA come fattore che rende più difficile l’identificazione dei candidati adatti.