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Avvicinamento Svizzera-Ue su politica estera e sicurezza

Keystone-SDA

Il consigliere federale Ignazio Cassis e l'Alta rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri Kaja Kallas hanno firmato questa sera a Zurigo una dichiarazione congiunta volta a rafforzare la cooperazione in materia di politica estera e di sicurezza.

(Keystone-ATS) Il capo del DFAE e il consigliere federale Martin Pfister, responsabile del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS), hanno incontrato Kaja Kallas all’Università di Zurigo, dove 80 anni fa l’allora primo ministro britannico Winston Churchill lanciò un appello per un’Europa unita.

“Al giorno d’oggi nessun conflitto regionale rimane regionale”, ha dichiarato davanti ai media Ignazio Cassis riferendosi alla situazione nel Medio Oriente. Il conflitto ha ripercussioni in particolare sull’approvvigionamento energetico della Svizzera ed è quindi ancora più importante per la Confederazione mantenere relazioni stabili con l’UE.

La dichiarazione firmata oggi prevede un dialogo politico annuale a livello ministeriale tra l’UE e la Svizzera. La prima attuazione era prevista immediatamente dopo la firma.

“La Russia non vuole la pace”

“Oggi parleremo della guerra in Ucraina e della situazione nel Vicino e Medio Oriente”, ha dichiarato Kaja Kallas. Tutti concordano sul fatto che la guerra in Ucraina debba finire il più rapidamente possibile. “Ma la Russia non vuole la pace”.

Per questo motivo è necessario continuare a sostenere l’Ucraina ed esercitare una pressione ancora più forte sulla Russia. Secondo Kallas, l’aggressione della Russia non deve in alcun caso essere ricompensata.

Oltre alla dichiarazione sull’approfondimento della cooperazione in materia di politica estera e di sicurezza, la Svizzera e l’UE hanno anche firmato un accordo quadro sui possibili contributi futuri della Svizzera alle missioni civili e militari.

Il testo dovrebbe semplificare la procedura di invio di militari, ma l’accordo non contiene alcun obbligo per la Svizzera. “Se dei soldati svizzeri dovessero essere inviati da qualche parte, il Parlamento avrà, come finora, l’ultima parola”, ha dichiarato il ticinese. I due nuovi accordi non fanno parte del pacchetto di accordi tra la Svizzera e l’UE (Bilaterali III).

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