La televisione svizzera per l’Italia

Auto cinesi stanno guadagnando terreno in Svizzera

Keystone-SDA

Le automobili cinesi conquistano sempre più terreno in Svizzera: secondo i dati dell'Ufficio federale delle strade (Ustra), nel primo trimestre i marchi del dragone hanno rappresentato circa il 3,7% delle nuove immatricolazioni.

(Keystone-ATS) La quota può apparire ancora modesta, ma è in sensibile crescita: nell’intero 2025 era al 3,4%, mentre nel 2024 si fermava al 2,4%.

Tre costruttori dominano la scena: BYD, MG e Leapmotor, che insieme hanno totalizzato oltre la metà delle vendite di vetture nuove cinesi nella Confederazione nei primi tre mesi dell’anno. Da sola BYD ha rappresentato quasi un terzo delle messe in circolazione cinesi, con un volume decuplicato rispetto allo stesso periodo del 2025. Quanto sta accadendo ricorda peraltro quello che successe con l’arrivo delle giapponesi Toyota e Honda prima e della coreana Hyundai poi, ma con una velocità di penetrazione molto più alta.

Secondo Stephan Jäggi, direttore dell’Associazione svizzera dei concessionari indipendenti di automobili (Verband freier Autohandel Schweiz, VFAS) il fattore chiave del successo è il rapporto qualità-prezzo. “A parità di equipaggiamento e qualità, i prezzi sono inferiori dal 15 al 25% rispetto ai modelli europei”, afferma in dichiarazioni riportate dall’agenzia Awp. A spingere la domanda sono anche la crescente competitività tecnologica, specialmente nell’elettrico, e le condizioni favorevoli in Svizzera, come per esempio l’assenza di dazi aggiuntivi sulle e-car prodotte in Cina. Inoltre sul mercato interno cinese la concorrenza è durissima e la guerra dei prezzi erode i margini, spingendo i costruttori ad accelerare l’export. In marzo – secondo China Passenger Car Association (CPCA), un’associazione che pubblica dati sul settore – sono state esportate circa 349’000 auto elettriche e ibride, con un aumento del 140% su base annua.

Le turbolenze in Medio Oriente potrebbero dare ulteriore slancio a una dinamica già di per sé molto attiva. “Le tensioni sui mercati energetici hanno alimentato la domanda globale di mobilità elettrica”, spiega Peter Fintl, esperto della società di consulenza Capgemini. “Il prezzo del petrolio apre la porta, ma è il prodotto migliore a tenerla aperta”.

Secondo Jäggi, il trend si rafforzerà quindi nei prossimi tre-cinque anni: per il mercato svizzero, entro il 2028 la quota dei marchi cinesi in senso stretto potrebbe salire al 7-10%, con valori ancora superiori nel solo segmento elettrico. In Europa gli esperti prevedono che entro il 2030 cinque-sei società cinesi raggiungeranno complessivamente una quota tra l’8 e il 12%, confermando i cicli storici dell’entrata sul mercato di costruttori di altri paesi, ma in tempi molto più rapidi.

Articoli più popolari

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR