Assemblea Verdi: risoluzione per abbandono combustibili fossili
Riuniti oggi in assemblea a Liestal (BL), i Verdi svizzeri hanno adottato una risoluzione con la quale chiedono un'uscita rapida e sistematica dalle energie fossili. Il testo esige in particolare una tabella di marcia chiara per raggiungere questo obiettivo.
(Keystone-ATS) La risoluzione auspica anche “una trasformazione socialmente giusta, accessibile a tutti e che non lasci indietro nessuno”.
Il comitato dei Verdi ha inoltre deciso di sostenere l’iniziativa popolare sulla mobilità dell’associazione ambientalista umverkehR/actif-trafiC, indica il partito in una nota. Questo progetto chiede l’introduzione di una tassa sui biglietti aerei per frenare la crescita del relativo traffico e promuovere un’alternativa ferroviaria più attraente.
Due volte “no” il 14 giugno
I delegati hanno inoltre adottato le loro raccomandazioni di voto in vista delle votazioni federali del 14 giugno: hanno detto di “no” sia all’iniziativa popolare dell’UDC “No a una Svizzera da 10 milioni! (Iniziativa per la sostenibilità)” perché isolerebbe il Paese, sia alla riforma del servizio civile, che prevede condizioni d’accesso più restrittive.
Secondo i Verdi, l’iniziativa democentrista- che chiede un controllo dell’immigrazione, affinché la Svizzera non conti più di dieci milioni di abitanti entro il 2050 – emarginerebbe il Paese “proprio in una situazione geopolitica già di per sé tesa”, mentre Berna ha bisogno di relazioni affidabili e stabili con i suoi partner europei. Per quanto riguarda il secondo oggetto in votazione, secondo gli ecologisti il servizio civile è “un’istituzione molto più utile alla Svizzera dei miliardi investiti nell’esercito”.
Léonore Porchet (VD) vicepresidente
Inoltre, il partito ha deciso di lasciare libertà di voto sull’Iniziativa sull’alimentazione. Il testo, presentato da un comitato di cittadini, chiede in particolare di adattare la politica agricola per incoraggiare la produzione e il consumo di alimenti vegetali anziché animali. L’iniziativa viene giudicata “irrealistica” dai suoi oppositori.
Durante i dibattiti alle Camere federali, gli eletti ecologisti si erano impegnati invano a favore di un controprogetto “realistico”. Il partito conta ora di agire attraverso la politica agricola 2030+.
Alla fine dell’assemblea, la consigliera nazionale Léonore Porchet (VD) è stata nominata vicepresidente del partito. La vodese succede al ginevrino Nicolas Walder, eletto nel governo cantonale. Lisa Mazzone (GE) è stata invece rieletta alla presidenza e gli altri cinque vicepresidenti – Sibel Arslan (BS), Marionna Schlatter (ZH), Samantha Bourgoin (TI), Michael Töngi (LU) e Magdalena Erni (co-presidente dei Giovani Verdi) – sono stati confermati nei loro incarichi per due anni.