Assemblea Centro: immigrazione, iniziativa UDC non è la risposta
L'iniziativa dell'UDC "No a una Svizzera da 10 milioni! (Iniziativa per la sostenibilità)" non è la soluzione ai problemi di sovraffollamento del Paese, anzi, ne crea ulteriori.
(Keystone-ATS) È la posizione dei delegati del Centro che oggi, riuniti in assemblea a Zugo, hanno bocciato il testo in votazione il prossimo 14 giugno, giudicandolo caotico. L’esito della base del partito è stato chiaro: 221 voti contrari, un favorevole e otto astenuti. Anche i vertici avevano raccomandato di opporsi.
L’iniziativa esige un controllo rigoroso dell’immigrazione affinché la popolazione residente permanente non superi i 10 milioni entro il 2050. Il Consiglio federale e il Parlamento dovrebbero adottare misure non appena oltrepassata la soglia dei 9,5 milioni. Le persone ammesse a titolo provvisorio non potrebbero più ottenere un permesso di soggiorno o di dimora, né la cittadinanza svizzera, né alcun altro diritto di permanenza. Se queste misure non fossero sufficienti, Berna dovrebbe rescindere i trattati internazionali, incluso l’accordo sulla libera circolazione delle persone con l’Ue.
“Molte persone in Svizzera vivono quotidianamente situazioni di stress dovute al sovraffollamento”, ha ammesso il presidente del Centro, Philipp Matthias Bregy. Tuttavia, il partito è convinto che questa iniziativa non offra le giuste soluzioni.
In particolare, ha fatto notare la consigliera nazionale Yvonne Bürgin, c’è un problema di rigidità. Il testo non lascia spazio alla flessibilità e porta a un’economia pianificata, ha deplorato. Stando alla zurighese, verrebbero messe a repentaglio sia la prosperità sia la stabilità del Paese. “Vogliamo invece gestire e plasmare la crescita”, ha sottolineato ancora Bürgin.
Sì a servizio civile meno attrattivo
Plebiscito invece per il secondo oggetto in votazione fra circa due mesi e mezzo: la modifica della legge sul servizio civile, contro la quale è stato presentato un referendum. In questo caso, i delegati del Centro si sono espressi a favore della revisione per 219 voti a 10 contrari (nove astensioni).
L’obiettivo della novità voluta dal governo è rendere il servizio civile meno attrattivo per ovviare alla carenza di soldati nell’esercito, inasprendo le condizioni di ammissione in particolare per coloro che hanno già prestato una parte considerevole del loro servizio militare.
Presentando la revisione, il consigliere nazionale Martin Candinas ha affermato che essa stabilisce regole chiare e riposiziona il servizio civile come alternativa per le persone con “autentici conflitti di coscienza”. Ne va della nostra sicurezza, ha detto il grigionese. Stando a Candinas, le attuali lacune legislative di fatto concedono una libertà di scelta. Questa però non è prevista dalla Costituzione.
Pfister: difesa, situazione grave
A Zugo, in avvio di giornata, è intervenuto anche il “padrone di casa” Martin Pfister. Il consigliere federale ha chiesto di riconoscere la gravità della situazione alla luce delle guerre e di investire nell’esercito. La sicurezza, ha affermato, è il presupposto fondamentale per il benessere, la libertà e la democrazia.
Il ministro della difesa ha riferito dei suoi recenti viaggi in Finlandia e Polonia, precisando di essere rimasto colpito dalla prontezza militare di questi Stati. La Svizzera dovrebbe in particolare prendere come modello il Paese del nord Europa, ha dichiarato.
Pfister ha invocato unità, sottolineando l’importanza di trovare soluzioni insieme e di assumersi le proprie responsabilità, anziché polarizzare il Paese. Ha aggiunto che non solo il conflitto in Ucraina, ma anche le turbolenze economiche e i progressi tecnologici, stanno avendo un impatto sulla sicurezza della Confederazione.
Stando al 62enne, per quanto riguarda la difesa militare la necessità di modernizzazione è enorme. Pfister ha quindi ribadito la proposta di aumentare temporaneamente l’imposta sul valore aggiunto (IVA) di 0,8 punti percentuali.
Bregy: guardare avanti
Da parte sua, il presidente Bregy, nel suo discorso di apertura dell’assemblea, ha difeso la decisione di mantenere l’iniziativa popolare del Centro per l’abolizione della penalizzazione fiscale per le coppie sposate, nonostante nella recente votazione federale gli elettori abbiano scelto di introdurre la tassazione individuale. Anche questo, ha affermato, rispecchia i valori del partito.
Il ruolo del Centro non è quello di guardare a sinistra o a destra, bensì avanti, ha poi messo in rilievo. Secondo Bregy, gli estremismi politici considerano la crescita superflua, oppure vogliono soffocarla per ragioni ideologiche. La via centrista, al contrario, non si limita a una maggiore crescita, ma punta alla migliore possibile.