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Assange: il patteggiamento è stato sottoscritto 6 giorni fa

Keystone-SDA

(Keystone-ATS) È stato sottoscritto nella massima riservatezza 6 giorni fa l’accordo di patteggiamento fra la difesa di Julian Assange e le autorità inquirenti del Dipartimento di giustizia americano che ha messo fine alla richiesta di estradizione dal Regno Unito.

Lo rivela la BBC sulla base di un documento diffuso dall’Alta Corte di Londra per suggellare il recepimento dell’intesa. Nel documento si spiega che l’accordo firmato fra le parti reca la data del 19 giugno 2024 e che, di conseguenza, alla giustizia britannica non è rimasto altro da fare se non decretare la scarcerazione su cauzione del fondatore di WikiLeaks.

Cauzione che gli verrà restituita nel momento in cui un giudice americano – convocato ad hoc – avrà convalidato il patteggiamento presso “la US District Court di Saipan”, nelle Isole Marianne Settentrionali, durante uno scalo del lungo volo del fondatore di WikiLeaks verso la natia Australia.

Intanto Assange – che compirà 53 anni il 3 luglio e le cui condizioni psicofisiche sono state indicate più volte come gravemente precarie da consulenti medici vari – è arrivato in aereo a Bangkok, tappa intermedia per fare rifornimento di carburante e di acqua prima di volare verso il territorio americano nel Pacifico, secondo quanto riporta la BBC.

Nel documento britannico si conferma che Assange ha accettato di riconoscersi “colpevole di un capo d’imputazione” su 18 e che l’accusa americana ha accettato a sua volta di considerare già “scontata la pena” conseguente, data la durata della sua carcerazione preventiva in Gran Bretagna.

La convalida del patteggiamento “avverrà il 26 giugno”, rimarca il documento giudiziario di Londra, precisando che Assange è uscito ieri dalla prigione londinese di Belmarsh e ha “lasciato il Regno Unito” dall’aeroporto di Stansted, sempre ieri, “alle 18.36” ora locale.

L’intesa appare in ogni caso – come lascia intendere la moglie Stella parlando con la BBC – una scelta legale tattica per riottenere la libertà dopo 12 anni (oltre 5 dei quali trascorsi in un carcere di massima sicurezza britannico in attesa di estradizione), per poter tornare in Australia e per evitare il rischio di una condanna potenzialmente mostruosa negli Stati Uniti.

Stella ha anche chiarito che il marito ha intenzione di chiedere poi in futuro pure la grazia al presidente americano, per cancellare gli effetti dell’accordo sul riconoscimento di colpevolezza di uno dei 18 capi d’accusa sollevati da Washington.

Assange è stato accusato di aver pubblicato circa 700’000 documenti riservati relativi alle attività militari e diplomatiche degli Stati Uniti, a partire dal 2010.

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