Antitrust Ue ordina a Meta aprire Whatsapp a chatbot IA concorrenti
La Commissione Ue ha ordinato a Meta di ripristinare l'accesso gratuito a WhatsApp per gli assistenti di IA concorrenti entro 5 giorni lavorativi.
(Keystone-ATS) L’azienda è inoltre chiamata a mantenerlo fino alla conclusione dell’indagine antitrust per evitare danni gravi e irreparabili alla concorrenza in questo mercato in crescita.
La decisione, che segue le comunicazioni degli addebiti di febbraio e aprile 2026, mira a contrastare la condotta del colosso social, ritenuta a prima vista in violazione delle regole Ue in materia di concorrenza. In caso di inosservanza, Meta rischia sanzioni fino al 10% del fatturato globale totale dell’esercizio precedente all’infrazione.
Secondo i rilievi di Bruxelles, Meta deteneva, a prima vista, una posizione dominante nel mercato delle app di comunicazione nello spazio economico europeo almeno da gennaio 2023 per questo, ha concluso la Commissione, sono giustificate le misure provvisorie adottate oggi. La società madre di Facebook e Instagram avrebbe, a prima vista, abusato di di tale posizione dominante escludendo gli assistenti virtuali di IA concorrenti dalla ‘WhatsApp for Business API’.
Il blocco era iniziato il 15 ottobre 2025 con una nuova policy che escludeva gli assistenti IA di terze parti, lasciando accessibile su WhatsApp solo l’assistente virtuale di Meta, Meta AI. Successivamente, il 4 marzo 2026, Meta aveva riammesso i concorrenti ma introducendo una tariffa che, a prima vista, risulta di fatto equivalente al precedente divieto.
“È urgente prevenire il rischio di gravi danni alla struttura competitiva nel mercato in crescita degli assistenti virtuali basati sull’IA”, si legge nella nota della Commissione. “Il cambiamento di politica di Meta rischia di danneggiare la concorrenza in un momento cruciale per lo sviluppo di tale mercato, in cui i piccoli operatori e i nuovi entranti possono sfidare i grandi attori già presenti sul mercato”.
L’ordine impone a Meta di ripristinare le condizioni precedenti al 15 ottobre 2025, garantendo la totale gratuità del servizio. La misura dovrà essere attuta entro 5 giorni lavorativi e resterà in vigore fino alla decisione finale della Commissione, la cui indagine, avviata nel dicembre 2025, è tuttora in corso.
In caso di violazione intenzionale o colposa della decisione sulle misure provvisorie, l’esecutivo Ue potrà imporre sanzioni pecuniarie fino al 10% del fatturato totale dell’esercizio precedente all’infrazione. Per garantire il rispetto della decisione che ordina l’adozione di misure provvisorie, la Commissione può imporre il pagamento di penali giornaliere periodiche non superiori al 5% del fatturato medio giornaliero dell’esercizio precedente all’infrazione.