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Anthropic sfida il Pentagono, niente IA senza valori democratici

Keystone-SDA

Anthropic sfida il Pentagono in nome dei "valori democratici" e delle "libertà" degli americani da rispettare. A sorpresa il CEO Dario Amodei respinge la richiesta del Dipartimento della Difesa di usare il modello Claude senza restrizioni a scopi militari.

(Keystone-ATS) “Le minacce non cambiano la nostra posizione: non possiamo in buona coscienza” cedere alle richieste, ha detto nonostante l’ultimatum imposto alla società.

Una chiusura che comunque non interrompe le trattative. Il Pentagono insiste nel dialogo nella speranza di raggiungere un’intesa soddisfacente, ma è pronto anche a misure estreme. Potrebbe infatti costringere la società a consegnare qualunque tecnologia di cui ha bisogno ed escluderla da futuri progetti del Dipartimento.

Anthropic ha aperto a revocare le restrizioni salvaguardando però due aree: la sorveglianza di massa degli americani e lo sviluppo di armi autonome, ovvero in grado di colpire senza l’intervento umano. Il Pentagono però vuole di più: vuole poter usare Claude in tutte le modalità che ritiene necessario, senza limiti.

Nel corso delle trattative il Dipartimento della Sicurezza ha presentato ad Anthropic l’ipotesi di un attacco nucleare contro gli Stati Uniti, chiedendole se sarebbe stato possibile usare Claude per abbattere eventuali missili balistici diretti verso gli Usa. Anthropic – riporta il Washington Post – ha risposto in modo insoddisfacente, aprendo allo scontro. Col passare dei giorni la tensione è aumentata trasformandosi in una battaglia aperta.

La presa di posizione di Amodei in nome dei valori “democratici” piace ai dipendenti delle grandi aziende della Silicon Valley, che vorrebbero dai loro Ceo la stessa forza e lo stesso impegno a sfidare l’amministrazione. Vede invece lo scontro come un’opportunità OpenAI. Sam Altman sta lavorando a un accordo con il Pentagono per consentire di sbloccare l’impasse venutasi a creare.

“La disputa non riguarda l’uso che verrà fatto dell’intelligenza artificiale ma il suo controllo”, ha spiegato Altman al suo staff. “Crediamo che un’azienda privata non possa essere più potente di un governo democraticamente eletto, anche se le imprese possono dare un notevole contributo. La democrazia è caotica, ma ci impegniamo a mantenerla”, ha aggiunto l’amministratore delegato di OpenAI.

Per OpenAI inserirsi nello scontro è un’occasione importante per cercare di guadagnare terreno sulla rivale Anthropic, ma anche nei confronti di Grok di Elon Musk. Molte agenzie governative hanno messo in guardia sulla sicurezza e all’affidabilità del chatbot del miliardario, mostrando la crescente tensione all’interno del governo su quale modello di IA usare.

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