Ancora in crescita ammissioni al servizio civile
Il servizio civile rimane sempre attrattivo per i giovani svizzeri: nel 2025, il numero di ammissioni è aumentato del 6,1% a 7211 persone rispetto all'anno precedente, superando così il record delle 6826 ammissioni del 2010.
(Keystone-ATS) Stabili, anche se a un livello elevato, le ammissioni dopo la scuola reclute che tanto preoccupano il Consiglio federale (33,4% delle domande, a fronte del 33,7% del 2024).
L’anno scorso, precisa una nota odierna dell’Ufficio federale del servizio civile (CIVI), la percentuale di ammissioni relativa alle domande presentate prima della Scuola reclute (55,4 %, vale a dire 3997) è rimasta stabile rispetto all’anno precedente, mentre la percentuale di domande presentate durante la SR si è attestata all’11,2% (2024: 10,6 %).
Come già successo nel biennio 2023-2024, con quasi 1,9 milioni di giorni di servizio prestati, nel 2025 ancora una volta è stato raggiunto e superato il numero massimo di giorni di servizio prestati. Di questi ultimi, oltre la metà (50,4 %) è stata svolta nel settore dei servizi sociali, seguito dalle scuole (18,1%), dalla sanità (14,8%) e dalla protezione dell’ambiente e della natura (9,6%).
Il numero di istituti d’impiego è diminuito ulteriormente nell’anno in rassegna e si attesta ora a 4264 (-2,2 %). Sono compresi in questa cifra la revoca del riconoscimento da parte del CIVI e gli istituti che si ritirano perché non vogliono più impiegare civilisti. Tuttavia, con i suoi 15 770 posti d’impiego è assicurata la regolare esecuzione del servizio civile.
Servizio civile, inasprire condizioni?
Come noto, il 14 di giugno si voterà anche sulla modifica, contro la quale è stato lanciato il referendum da parte dei Giovani Verdi, della legge sul servizio civile sostitutivo. Governo e parlamento intendono inasprire le condizioni di ammissione.
Per il Consiglio federale e la maggioranza delle camere, la revisione è necessaria per assicurare un numero sufficiente di militi all’esercito, specie in un periodo teso come quello che stiamo vivendo dopo l’invasione russa dell’Ucraina. La sinistra ha rinfacciato invece ai sostenitori della riforma di voler smantellare il servizio civile, molto apprezzato dalla popolazione.
Nel suo messaggio presentato il 19 febbraio 2025, l’esecutivo giudica problematico il numero di domande – il cui livello rimane elevato- presentate da militari che hanno già completato la scuola reclute, da specialisti e da quadri dell’esercito. Per porre un argine a questa emorragia, il Consiglio federale ha partorito una legge che limita le domande d’ammissione che sono essenzialmente motivate da ragioni diverse dal conflitto di coscienza (che verrà sempre riconosciuto).
La nuova legge
La modifica della legge introduce sei misure: in primo luogo, chi sceglie di svolgere il servizio civile dovrà impegnarsi per un minimo di 150 giorni. Inoltre, il calcolo dei giorni ancora da prestare sarà effettuato applicando un fattore correttivo di 1,5 anche per i sottufficiali e gli ufficiali.
Un’ulteriore misura riguarda i medici, che non potranno essere impiegati nel loro settore specialistico all’interno del servizio civile. La legge stabilisce anche che i membri dell’esercito che hanno già assolto tutti i giorni di servizio obbligatorio non potranno accedere al servizio civile: una norma pensata per impedire l’elusione del tiro obbligatorio.
A partire dall’ammissione, i civilisti saranno inoltre tenuti a prestare almeno un impiego all’anno. Infine, chi presenta domanda durante la scuola reclute dovrà svolgere l’impiego di lunga durata entro l’anno civile successivo