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Amanda Knox difende lo spettacolo comico “Cartwheel”

Keystone-SDA

Amanda Knox difende il suo spettacolo teatrale "Cartwheel", in programma all'Edinburgh Festival Fringe, dopo le richieste di cancellazione arrivate in seguito alle critiche della famiglia di Meredith Kercher, la studentessa britannica uccisa a Perugia nel 2007.

(Keystone-ATS) Il monologo, già sold out, affronta il tema della maternità e il modo in cui Knox racconterà alla figlia gli eventi che hanno segnato la sua vita. L’ex studentessa americana, oggi 39enne e madre di due figli, ha respinto le accuse di voler trasformare una tragedia in intrattenimento. “Cartwheel” resterà in scena per undici giorni al Gilded Balloon Teviot della capitale scozzese.

“Non sono la prima persona a usare la comicità per parlare di esperienze traumatiche”, ha dichiarato Knox alla BBC, spiegando che lo spettacolo affronta soprattutto “il modo in cui il mondo può essere insicuro e ingiusto nei confronti delle donne”.

A contestare il progetto è stata Stephanie Kercher, sorella di Meredith, che ha espresso la propria preoccupazione sostenendo che lo spettacolo possa “normalizzare e banalizzare” la violenza contro le donne e, in particolare, la vicenda della sorella.

“Pensate alla famiglia, agli amici di Meredith. Provate a immaginare se fosse successo a vostra sorella”, ha detto Stephanie Kercher intervenendo alla BBC. Secondo la famiglia, il problema non riguarda la comicità in generale, ma il fatto che il racconto sia legato a una persona reale e a un caso giudiziario ancora doloroso.

Contro lo spettacolo è stata inoltre lanciata una petizione da parte di un’amica di Meredith Kercher, firmata da quasi 5’000 persone, secondo cui il progetto mancherebbe di rispetto alla memoria della giovane studentessa e rischierebbe di alleggerire una vicenda drammatica.

Knox ha ribadito di non voler minimizzare la gravità dell’accaduto e ha spiegato che il titolo “Cartwheel” richiama una delle accuse circolate nei primi anni dell’indagine, secondo cui avrebbe fatto una ruota in questura dopo la morte della coinquilina. Un episodio che, secondo Knox, diventa nel suo spettacolo una metafora delle difficoltà della vita.

“Le cose brutte possono capovolgerti completamente – ha spiegato – ma non devono fermare il tuo percorso. Per riuscire a rimettersi in piedi bisogna attraversare anche le esperienze più difficili”. L’ex imputata ha aggiunto di desiderare un confronto diretto con la famiglia Kercher: “Sarebbe importante per loro vedere chi sono davvero, non soltanto l’immagine che è stata costruita su di me”.

Il direttore della Fringe Society, Tony Lankester, ha difeso il principio di libertà artistica del festival, sottolineando che la manifestazione ospita spesso spettacoli capaci di suscitare discussioni e polemiche.

“Quando si offre un palco aperto agli artisti senza censurare in anticipo i contenuti, inevitabilmente si presentano lavori che possono mettere a disagio o superare i confini del dibattito pubblico”, ha dichiarato. Secondo Lankester, il limite resta quello stabilito dalla legge: nessun invito alla violenza o all’odio.

Amanda Knox e Meredith Kercher erano entrambe studentesse universitarie fuori sede a Perugia quando, nel 2007, Meredith, 21 anni, fu trovata morta nell’abitazione che condividevano. Knox e il suo allora fidanzato Raffaele Sollecito furono arrestati, condannati in primo grado e successivamente assolti in via definitiva dalla Corte di Cassazione italiana nel 2015. Per l’omicidio fu condannato Rudy Guede, che ha scontato parte della pena dopo il ritrovamento di sue tracce sulla scena del crimine.

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