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Alpiq: utile in forte calo nel 2025, pesa la chiusura di Gösgen

Keystone-SDA

Profitti in forte calo per Alpiq: il gruppo energetico nel 2025 è stato penalizzato principalmente dalla chiusura prolungata della centrale nucleare di Gösgen (SO) e da un contesto di mercato definito complesso.

(Keystone-ATS) Stando alle comunicazioni odierne dell’azienda il fatturato è sceso del 13,5% su base annua, attestandosi a 5,7 miliardi di franchi. L’Ebitda (cioè il risultato prima di interessi, imposte, svalutazioni e ammortamenti) è crollato del 69%, fermandosi a 433 milioni di franchi. A pesare sono stati diversi effetti straordinari negativi: al netto di queste voci l’utile netto si sarebbe attestato a 573 milioni, comunque in calo del 41% rispetto ai livelli considerati eccezionali dell’anno prima. In termini di profitti netti il gruppo ha chiuso l’anno con 197 milioni di franchi, in contrazione del 79%.

Il principale responsabile di queste flessioni è il lungo stop della centrale di Gösgen. L’impianto, di cui Alpiq detiene una quota del 40%, è fuori servizio dal 24 maggio 2025: la cessazione dell’attività, inizialmente previsto come temporanea, si è protratta a causa della necessità di implementare misure di sicurezza aggiuntive, con conseguenti rinvii continui della riaccensione. La situazione ha gravato per 149 milioni di franchi sul conto economico di Alpiq.

Oltre al problema di Gösgen, il risultato 2025 è stato influenzato negativamente da altri due fattori non operativi: l’andamento dei fondi per lo smantellamento e lo smaltimento delle scorie nucleari, esposti alle fluttuazioni dei mercati finanziari, e le oscillazioni dei derivati energetici. Quest’ultimo punto, spiega Alpiq, è di natura puramente contabile: i produttori di energia vendono parte della loro elettricità con anni di anticipo attraverso contratti derivati e le variazioni di valore di questi strumenti possono creare volatilità nei bilanci annuali, ma tendono a compensarsi nel corso della durata delle transazioni.

Malgrado il quadro generale la dirigenza di Alpiq definisce il risultato “robusto”, sottolineando come il dato operativo rettificato, pur lontano dai picchi del 2023 e 2024, sia superiore a quello degli anni precedenti. Per il futuro l’azienda si mostra cautamente ottimista: il 2026 è iniziato con una “solida situazione reddituale” grazie al fatto che la maggior parte della produzione di elettricità per l’anno in corso è già stata venduta in anticipo, proteggendo la società dalle attuali turbolenze di mercato. Rimane però l’ombra di Gösgen: se da un lato arriva una data certa per il ritorno in funzione del reattore, previsto per il 21 marzo, dall’altro Alpiq avverte che il perdurare della chiusura nei primi mesi dell’anno peserà negativamente anche sui conti del 2026.

Alpiq ha sede a Losanna e ha un organico di 1400 dipendenti. Il gruppo è nato nel 2009 dalla fusione fra Atel (Aare e Ticino SA di Elettricità) ed EOS (Energie Ouest Suisse). La società è attiva a livello internazionale offrendo ai clienti soluzioni nel campo della produzione e della commercializzazione di energia. Produce energia idroelettrica da oltre cento anni e ha anche partecipazioni in due centrali nucleari elvetiche (oltre a Gösgen: Leibstadt), nonché in impianti termici, eolici e fotovoltaici in Europa. Nel 2019 i principali azionisti hanno tolto il gruppo dalla borsa.

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