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Addio a SonntagsBlick, 70 licenziamenti fra chi lo consegnava

Keystone-SDA

L'addio del Blick alla sua edizione domenicale (il SonntagsBlick sarà trasformato in Blick fürs Wochenende, che uscirà il sabato) comporterà fino a 70 licenziamenti fra chi consegnava il giornale nelle cassette delle lettere.

(Keystone-ATS) Lo ha indicato oggi Presto, l’azienda controllata della Posta che si occupa di queste distribuzioni, precisando che complessivamente – considerando che le persone in questione lavorano per poche ore – saranno soppressi “meno di cinque posti a tempo pieno”.

Inoltre verranno modificati i contratti di 491 collaboratori, equivalenti a circa 28 impieghi. Presto attualmente ha un organico di 4390 dipendenti, per 769 posti. Considerazione importante: le misure riguardano esclusivamente il personale coinvolto nella distribuzione domenicale nella Svizzera tedesca.

La decisione dell’editore Ringier ha suscitato dure critiche da parte del sindacato Syndicom, che ha ricordato la responsabilità dell’azienda nei confronti del personale di Presto. “Ringier non può semplicemente scaricare le conseguenze sociali sulla società appaltatrice”, si legge in una nota. Tanto più che molti degli interessati, in là con gli anni, dipendono dal guadagno extra della domenica perché la loro pensione non è sufficiente. Syndicom chiede quindi al gruppo mediatico di contribuire in modo sostanziale a un eventuale piano sociale e, insieme alla Posta quale proprietaria di Presto, di evitare i licenziamenti. In tutti i casi serve un buon piano di sostegno e un fondo per i casi di rigore.

Anche Transfair esorta Presto e la Posta a fare tutto il possibile per mantenere i posti di lavoro dei collaboratori, sottolineando che le persone in questione dipendono dal reddito supplementare. “Un licenziamento li colpisce in modo particolarmente duro”, scrive l’organizzazione.

Qualche assicurazione è nel frattempo giunta dalla stessa Presto. La dirigenza dice di rammaricarsi molto delle possibili conseguenze sui dipendenti coinvolti. L’azienda si impegna a gestire le conseguenze nel modo più socialmente accettabile possibile e ha avviato una procedura di consultazione in cui i dipendenti possono chiedere informazioni e presentare proposte per evitare o limitare le rescissioni dei contratti.

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