25 Stati democratici fanno causa a Trump sui dazi
Una coalizione di 25 Stati democratici ha fatto causa all'amministrazione di Donald Trump in merito ai dazi del 10% o del 12,5% applicati a merci provenienti da 60 partner commerciali, inclusa la Svizzera. Lo riporta la Cnbc.
(Keystone-ATS) Gli Stati sostengono che il presidente abbia abusato del suo potere per sostituire con queste nuove imposte – entrate in vigore il 24 luglio – quelle bocciate dalla Corte Suprema e dalla Corte per il commercio internazionale degli Stati Uniti.
L’azione legale chiede al tribunale di bloccare e annullare i dazi, nonché di disporre il rimborso dei tributi versati dagli Stati. Inoltre, contesta il terzo tentativo dell’amministrazione di mantenere in vigore la politica tariffaria di Trump avvalendosi di una normativa diversa.
Gli Stati sostengono che il tycoon stia facendo un uso improprio della Sezione 301 del Trade Act del 1974.
Il 24 luglio sono entrati in vigore i nuovi dazi punitivi voluti dal governo Trump nei confronti di una sessantina di partner commerciali, tra cui la Svizzera.
Gli USA accusano la Confederazione e altri Paesi di ricorrere a pratiche commerciali sleali. Come altre 54 economie, non dispone di un “divieto esplicito di importare prodotti derivati dal lavoro forzato”, secondo Washington. Per questi Paesi, gli Stati Uniti propongono dazi doganali supplementari del 12,5%, contro il 10% previsto per l’Unione europea.
“Non esiste alcun nesso razionale tra il presunto problema del lavoro forzato nelle catene di approvvigionamento internazionali e i dazi globali generalizzati imposti dall’Ufficio del Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti (USTR)”, sostiene la coalizione di Stati nell’atto depositato in tribunale.