‘Mai l’atomica’, ma la svolta di Trump mira a rovesciare il regime
Giornate di incertezza e poi, a sorpresa, l'attacco. Il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato agli americani l'operazione 'Epic Fury' in un video di otto minuti pubblicato su Truth.
(Keystone-ATS) Il presidente ha spiegato a grandi linee la minaccia rappresentata da Teheran per gli States e poi si è rivolto direttamente agli iraniani: “prendetevi il vostro governo”. Un’esortazione ad agire seguita a un lunga serie di accuse mosse al regime, definito “feroce, composto da persone terribili che, con le loro attività minacciose, mettono in pericolo gli Stati Uniti”.
La decisione di Trump sull’attacco è arrivata dopo l’aggiornamento sulle trattative avvenute a Ginevra e l’incontro fra il vicepresidente JD Vance e il ministro degli Esteri omanita Badr Albusaidi, il mediatore nelle trattative fra Stati Uniti e Iran. Un incontro che, almeno pubblicamente, sembrava essere andato bene, con il negoziatore che aveva parlato di pace a portata di mano.
Dietro le quinte, però, la tensione è stata alta: Albusaidi avrebbe infatti ribadito a Vance quello che gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner già sapevano, ovvero che le concessioni iraniane erano ridotte al lumicino. Dopo aver ascoltato i suoi due inviati al rientro dalla Svizzera e aver sentito Vance, Trump ha rotto gli indugi e ordinato l’attacco, al quale le forze americane e israeliane lavoravano da mesi.
Una svolta che segue 47 anni di relazioni pericolose fra Washington e Teheran: dalla rivoluzione islamica infatti i due paesi sono nemici storici. Presentando l’operazione agli americani, Trump ha ripercorso le tappe del complicato rapporto, citando gli attacchi iraniani contro obiettivi americani e la crisi degli ostaggi del 1979. Decenni durante i quali – ha spiegato Trump – il regime iraniano ha rappresentato una minaccia alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti.
“Abbiamo cercato di raggiungere un accordo ma hanno rifiutato ogni occasione di rinunciare alla loro ambizioni nucleari”, ha messo in evidenza Trump nel video, dove appare senza cravatta e con indosso un cappellino con visiera bianco e la scritta USA. Il presidente non ha fornito molti dettagli sulle motivazioni dell’attacco all’Iran e sul perché proprio in questo momento, limitandosi ad assicurare che Teheran non avrà mai l’arma nucleare e che gli Stati Uniti avrebbero distrutto tutti i loro missili. Il commander-in-chief ha poi invitato le Guardie Rivoluzionarie a “deporre le armi o affrontare una morte certa”. Al popolo iraniano ha chiesto di prendere il mano il proprio destino e il proprio governo, sfruttando questa occasione storica. “Voglio la vostra libertà”, ha detto
Per Trump spingere sul cambio di regime in Iran è una svolta. Eletto come presidente di pace contrario alle ‘forever war’, il presidente ha colpito in un Medio Oriente che è stato teatro delle battaglie più difficili e controverse della storia statunitense. Con gli americani, Trump è stato costretto ad ammettere che potrebbero esserci “nostri eroi” fra le possibili vittime come “succede in guerra”. Una dichiarazione subito criticata da molti che l’hanno letta come l’ammissione di una battaglia lunga, e non un’operazione di precisione come la Casa Bianca ha cercato di spiegare. A creare polemiche è anche l’idea del cambio di regime, criticata in passato in più di un’occasione da Trump. Se l’ayatollah Ali Khamenei non dovesse essere più in carica, non è chiaro quello che potrebbe succedere e, soprattutto, non è chiaro se l’amministrazione ha un piano per il dopo che disinneschi il rischio di una guerra civile e riduca al minimo l’incertezza nella regione.
Mentre le polemiche proseguono, i critici osservano come Trump sembra avere scommesso sul conflitto con l’Iran per il suo rilancio in vista delle elezioni di metà mandato. Ironicamente, notano, sta seguendo la stessa strada per cui criticò Barack Obama. Nel 2011 aveva detto che il suo predecessore avrebbe iniziato una guerra con l’Iran per essere rieletto. Nel 2013 aveva previsto un attacco di Obama nel paese per “salvare la faccia”. “Attaccherà perché incapace di negoziare”, aveva detto. Parole che, secondo i maligni, ora lo inseguono.