La televisione svizzera per l’Italia

“Per la Svizzera rincari energetici di 4-5 miliardi”

Keystone-SDA

L'escalation militare nel Golfo Persico sta facendo lievitare i prezzi dei carburanti e dei combustibili fossili, con pesanti ripercussioni anche per l'economia elvetica.

(Keystone-ATS) Secondo stime del ricercatore del Politecnico di Zurigo (ETH) Cyril Brunner il rincaro delle importazioni in tale campo potrebbe tradursi in costi aggiuntivi compresi tra 4 e 5 miliardi di franchi all’anno per la Svizzera.

Il dato è stato calcolato tenendo conto degli aumenti di prezzo registrati finora ed estrapolando le spese su un consumo annuale, spiega oggi il Tages-Anzeiger (TA). A subire gli aumenti più consistenti sono il cherosene, il cui prezzo è più che raddoppiato dall’inizio delle operazioni militari, e l’olio da riscaldamento, passato da 100 a 150 franchi per 100 litri. Anche la benzina e il diesel hanno registrato rincari significativi, con un impatto notevole sui consumatori.

Brunner sottolinea come il calcolo indicato è comunque su una situazione istantanea. “I prezzi del petrolio sono estremamente volatili e dipendono fortemente dall’andamento della guerra”, ricorda il climatologo dell’ETH in dichiarazioni raccolte dal giornale. Malgrado ciò le cifre sono a suo avviso utili per illustrare l’ordine di grandezza dei potenziali costi della guerra per la Confederazione.

Secondo l’accademico i numeri evidenziano anche quanto possa essere problematica la persistente dipendenza dai combustibili fossili. “Più la Svizzera riuscirà a decarbonizzare la propria economia, meno sarà vulnerabile a eventi geopolitici di questo tipo”, argomenta l’esperto.

Le spese aggiuntive dirette per gli spostamenti in auto, il riscaldamento e i viaggi aerei non sono però gli unici costi della guerra: indirettamente il conflitto frena anche la congiuntura economica. Gli economisti di BAK Economics stimano che, in caso di un prezzo del petrolio che si mantenga elevato a 100 dollari al barile, il calo potenziale nell’anno in corso potrebbe ammontare allo 0,3% del prodotto interno lordo. Ciò corrisponderebbe a una perdita di valore aggiunto di circa 2,5 miliardi di franchi.

Distribuito su oltre 4 milioni di famiglie l’onere complessivo è di circa 1700 franchi. Il carico è peraltro ripartito in modo diseguale: chi vola poco, si riscalda con energia rinnovabile o guida un’auto elettrica ne risente relativamente poco. A differenza di quanto accaduto durante la guerra in Ucraina, il prezzo dell’elettricità in Europa non ha infatti finora reagito in modo significativo alla guerra in Iran, ricorda la testata zurighese. Le famiglie che dipendono dai combustibili fossili possono invece cercare di aggirare i costi ad esempio ordinando per il momento solo piccole quantità di nafta da riscaldamento o aspettando che il petrolio torni a costare meno, prima di prenotare un volo per le vacanze. Niente comunque è garantito, mettono in guardia i cronisti di TA.

Articoli più popolari

I più discussi

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR