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“Le procès du chien” presentato in anteprima a Cannes

Keystone-SDA

(Keystone-ATS) L’attrice e regista franco-svizzera Laetitia Dosch ha presentato oggi in anteprima a Cannes nella sezione “Un certain regard” il suo primo film “Le procès du chien”. Si tratta di una commedia che veicola messaggi importanti. Keystone-ATS ha incontrato la regista.

Dosch, oltre ad essere la regista della pellicola è anche il personaggio principale, l’avvocato Avril, che si trova a difendere nientemeno che un cane, Cosmos, interpretato da Kodi, che nella realtà è un acrobata.

Un doppio ruolo per il quale, dice, ha preso ispirazione da registi come “Nanni Moretti, Louis C.K. e da Phoebe Waller-Bridge (regista e attrice nella serie Fleabag, ndr) che scrivono e che interpretano la loro scrittura. È normale e nella continuità”, spiega Dosch. Ha così alternato scrittura, regia e recitazione. “Sono stata aiutata da molte persone e quindi è stato facile”, aggiunge.

Relazione fra persone e animali

“Gli animali sono cose o individui?”, è una delle domande che si pone la protagonista e che diventerà una domanda essenziale per il corso del processo e del film. La legge svizzera assimila gli animali alle cose, “è per questo che possiamo distruggerli e mangiarli”, afferma la regista. Eppure respirano, si muovono, mangiano e dormono.

Dosch non è alle prime armi nel lavorare sulla relazione fra persone e animali, per la quale nutre un profondo interesse. “Ho fatto una pièce teatrale con un cavallo” dal titolo “Hate”, spiega.

“Qualcuno mi ha raccontato questa storia sul processo riguardante un cane, ma nel quale è stato accusato il suo padrone”, prosegue. “Mi interessava immaginare che tutto d’un tratto il cane venisse trattato come un individuo e non come una cosa e quindi che si facesse il processo del cane”, aggiunge. Nel film l’animale è accusato di aver morso alcune persone.

“Abbiamo ripetuto molto con il cane e gli addestratori. È molto professionale, non abbiamo mai avuto problemi”. Il cane che interpreta Cosmos ha accompagnato Dosch anche a Cannes.

Una commedia che fa riflettere

Dosch ha scelto il genere della commedia per trattare temi che le stanno a cuore “come il femminismo, l’ecologia, lo statuto animale”. Lo scopo era di creare “qualcosa di facile e accessibile per la gente”, aggiunge.

“La commedia mi sembrava adatta perché è piacevole, si passa un bel momento, ma c’è anche spazio per pensare e riflettere”, dice. Il film solleva anche tematiche quali la violenza familiare, attraverso Joachim, il giovane vicino di Avril, che in lei trova una figura adulta comprensiva.

“Le procès du chien” è ambientato “in una piccola città svizzera”, come viene detto in apertura dalla voce-off della stessa Avril, dalle immagini si riconosce Losanna, e molte delle scene si svolgono nel Palais de justice. La stessa Dosch è un’assidua frequentatrice dei tribunali dove ammira il fatto di venire ascoltati, si legge nel dossier stampa.

Tre volte sul tappeto rosso

Dosch sfila per ben tre volte sul tappeto rosso di Cannes. Oltre che per questo suo film, è una delle voci del lungometraggio d’animazione “Sauvages” del vallesano Claude Barras, la cui prima si è tenuta ieri pomeriggio, e ne “Le roman de Jim” dei fratelli Larrieu, che verrà presentato mercoledì sera, interpreta il personaggio principale Florence. Una pellicola che descrive come “magnifica”.

La regista e attrice, è originaria di Tinizong, un piccolo villaggio dei Grigioni, frazione di Surses, in cui però non ha mai vissuto. Dosch vive fra Losanna e la Francia.

“Le procès du chien” è coprodotto, fra gli altri, da Lionel Baier (della società Bande à part Films) e dalla televisione romanda RTS oltre alla francese Atelier de production.

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