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“L’efficacia della Finma dipende dalla sua indipendenza”

Keystone-SDA

Mentre il parlamento cerca un compromesso sulle nuove regole per UBS, il direttore della Finma Stefan Walter lancia un monito: la forza del regolatore dipende dalla sua autonomia.

(Keystone-ATS) “L’efficacia della vigilanza dipende fortemente dalla sua indipendenza, affinché possa svolgere correttamente il suo lavoro nel lungo termine”, afferma il 62enne in un’intervista pubblicata oggi da L’Agefi. “Diversi studi dimostrano che meno un’autorità di vigilanza è indipendente, più aumenta il numero di crisi bancarie”.

Al centro del dibattito politico vi sono le nuove norme sui fondi propri di UBS, con ipotesi di un tasso di copertura dal 70 all’80% per le filiali estere, contro il 100% inizialmente previsto dal Consiglio federale. “Spetta ai politici decidere quale sia la soluzione migliore”, chiosa a questo proposito Walter. Scetticismo viene però mostrato riguardo un possibile ricorso agli AT1 (obbligazioni che possono essere azzerate), come complemento al CET1 (capitale primario, azioni e riserve): “Tali strumenti non sostituiscono i CET1, gli unici in grado di assorbire le perdite nell’ambito dell’attività corrente”.

La possibilità di un annacquamento generale delle misure da parte delle camere federali non cambia la sua posizione. “Non faccio speculazioni: se il rischio è impedire che le perdite delle filiali destabilizzino il gruppo in caso di crisi, ciò può avvenire solo tramite CET1”. E sul ruolo della politica aggiunge: “Il politico definisce il quadro in cui la Finma esercita le sue competenze e ciò che può fare”.

Quanto ai nuovi strumenti richiesti dal regolatore, l’alto funzionario sottolinea l’importanza dell’intervento precoce, delle sanzioni pecuniarie e del regime di responsabilità per i manager. “L’importo delle multe deve essere abbastanza elevato da essere dissuasivo”. E ancora: “Attualmente, per attribuire le colpe, è necessario un lavoro quasi medico-legale: è un processo gravoso”.

Sui rischi per il sistema, il professionista con trascorsi presso la Banca centrale europea osserva un cambiamento rispetto al 2008. “Ora i rischi sono altrove: debito pubblico, sopravvalutazione dei mercati, bassi premi per il rischio e la quota crescente del credito che passa attraverso il settore non bancario”. Importante è anche il tema della sicurezza informatica: “La cybersicurezza è come una corsa di velocità: se ci si ferma, si viene distanziati”.

La Finma non disdegna peraltro l’innovazione: utilizza già l’intelligenza artificiale per la sorveglianza dei mercati, con indicatori di allerta precoce basati sul clima di fiducia sui social e nei media, che consentono di individuare anomalie e turbolenze. “Ricorriamo inoltre sempre più spesso a strumenti di machine learning, sviluppati in parte internamente; disponiamo anche di un Innovation Lab”, conclude il direttore in carica dall’aprile 2024.

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