“Alla BNS devono aver tirato un sospiro di sollievo”
L'inflazione in lieve aumento in dicembre (allo 0,1%, dopo lo 0,0% di novembre) è una buona notizia per la Banca nazionale svizzera (BNS), che vede un po' allontanarsi il pericolo della deflazione.
(Keystone-ATS) È l’opinione degli esperti alla luce degli ultimi dati sui prezzi al consumo pubblicati stamani dall’Ufficio federale di statistica.
“Anche nel 2026 l’inflazione dovrebbe rimanere a livelli molto bassi”, spiega all’agenzia Awp Alessandro Bee, economista presso UBS. Questo non dovrebbe comunque costituire un motivo per ulteriori tagli dei tassi d’interesse da parte della BNS: l’istituto ha infatti chiaramente comunicato che l’ostacolo per un abbassamento del tasso guida in territorio negativo è elevato. “Da solo il basso livello di inflazione non è sufficiente per indurre la BNS a tagliare il costo del denaro”.
“Alla BNS devono aver tirato un sospiro di sollievo”, afferma Thomas Gitzel di VP Bank. Se il rincaro fosse continuato a scendere la pressione sulla politica monetaria sarebbe aumentata. Dello stesso avviso è anche Karsten Junius di Safra Sarasin: l’andamento dell’inflazione in dicembre dovrebbe essere un alleggerimento per la Banca nazionale. E secondo l’analista la tendenza proseguirà nei prossimi trimestri. “La politica monetaria della BNS è quindi ben posizionata: ulteriori tagli dei tassi d’interesse sarebbero inutili”.
Sull’insieme del 2025 la crescita dei prezzi si è attestata allo 0,2%. La BNS si aspetta che il rincaro salga alo 0,3% nell’anno in corso, per poi salire allo 0,6% nel 2027.