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Una santa per la Svizzera

La richiesta di canonizzazione di Maria Bernarda Bütler è arrivata dalla Colombia, dove la suora svizzera ha operato

(Keystone)

Suor Maria Bernarda Bütler, fondatrice di una congregazione francescana in Colombia, è stata canonizzata domenica mattina da Papa Benedetto XVI. L'ultimo svizzero ad essere santificato era stato Nicolao della Flüe nel 1947. Centinaia di svizzeri sono attesi a Roma.

"Una canonizzazione rappresenta il riconoscimento dell'esemplarità di una persona ed è motivo di fierezza per tutto un popolo! Per questo in Svizzera se ne parla tanto", afferma Albert Longchamp, gesuita ed ex caporedattore della rivista cristiana "Echo Magazine".

In Svizzera, l'ultima canonizzazione era stata quella di Nicolao della Flüe nel 1947. Sulle migliaia di santi che conta la Chiesa cattolica, solo una cinquantina sono svizzeri. Tra di loro santa Wiborada, la prima donna ad essere canonizzata dalla Chiesa (1047). Perché così pochi? "Contrariamente ai paesi latini, più estroversi e molto inclini a questo tipo di riconoscimenti, in Svizzera non si ricercano molto gli onori", sostiene Longchamp.

"Vi è poi una questione demografica, dato che la Svizzera è un paese piccolo. Non bisogna inoltre dimenticare la Riforma e i conflitti religiosi, che hanno sicuramente limitato le canonizzazioni", spiega da parte sua Walter Müller, portavoce della Conferenza dei vescovi svizzeri.

La stessa Bernarda Bütler, del resto, non era molto conosciuta in Svizzera quando fu beatificata da Papa Giovanni Paolo II nel 1995. La situazione è cambiata quando è stata annunciata la sua canonizzazione, nel marzo scorso. La domanda emanava da Cartagena, in Colombia. È in questa città che la futura santa aveva fondato la Congregazione delle missionarie francescane di Maria Ausiliatrice, congregazione che si è poi propagata in diversi altri paesi dell'America Latina e anche in Svizzera e in Austria.

Una "Madre Teresa" dell'America latina

Questa religiosa, che la lasciato il comfort elvetico a 40 anni per trasferirsi all'altro capo del mondo, ha sicuramente un percorso di vita eccezionale.

Nata nel 1848 nel canton Argovia in una famiglia numerosa, a 19 anni entra nel convento cappuccino di Altstätten. Nel 1880 è nominata superiora.

Otto anni dopo rinuncia però a questa vita di contemplazione e si imbarca con sette consorelle per l'Ecuador. Nel 1895, a causa di disordini politici, trasferisce le attività missionarie a Cartagena, in Colombia. Impregnata dello spirito francescano dell'amore verso i poveri e gli emarginati, diventa infermiera e insegnante.

Innumerevoli ospedali, scuole e case per anziani portano il nome di Suor Bernarda e oggi 840 "suore dei rifiuti", come sono soprannominate in Colombia, proseguono la sua opera.

La religiosa non rivedrà mai più la Svizzera. Deceduta nel 1924, da allora Madre Maria Bernarda è investita da una fama di santità e la sua tomba attira ogni anno migliaia di pellegrini.

"In Sudamerica è molto celebre, aggiunge Walter Müller. A Cartagena, il suo ritratto è appeso negli autobus, nei taxi, negli uffici... In questi paesi latini è un po' come agli inizi della Chiesa, quando era la venerazione popolare a creare dei santi".

Grande "show" liturgico

La canonizzazione – il più alto riconoscimento della Chiesa cattolica – fa oggi di Bernarda, nata Verena, Bütler un "modello" e una "mediatrice".

La grande liturgia che si terrà domenica alla Basilica San Pietro di Roma sarà trasmessa in diretta da diversi canali televisivi. A celebrare la messa, assieme al Papa, vi saranno pure i vescovi svizzeri Kurt Koch e Markus Büchel. Alla cerimonia assisteranno diverse centinaia di pellegrini e di personalità svizzere, tra cui la cancelliera della Confederazione Corina Casanova.

Sono pure attesi a Roma numerosi sudamericani, tra cui sette vescovi ed arcivescovi e 211 religiosi.

"Si tratta di un processo molto complesso, spiega Albert Longchamp. Vi sono migliaia di santi, ma oggi si canonizza molto meno rispetto ad una volta. L'inchiesta è molto approfondita, con l'audizione di diversi testimoni. A volte l'iter dura decine d'anni".

Un luogo di pellegrinaggio

Il 19 ottobre le reliquie della nuova santa saranno collocate a pochi passi dalla casa dove nacque Verena Bütler, nella chiesa di Auw, che oggi sta diventando un'importante meta di pellegrinaggio.

"In Svizzera il culto delle reliquie ha sicuramente perso importanza – afferma Walter Müller -. Nel caso di Suor Maria Bernarda vi è però sicuramente l'impronta del suo paese d'adozione. Nei paesi latini le reliquie rappresentano una forma di contatto diretta, fisica".

Secondo Alphons Brunner, curato di Auw, villaggio di 1'600 abitanti, la Chiesa ha scientificamente riconosciuto due miracoli imputati a Suor Maria Bernarda: avrebbe salvato un bebé da un tumore al cervello e curato una donna affetta da una grave malattia polmonare.

swissinfo, Isabelle Eichenberger
(traduzione di Daniele Mariani)

Il processo di canonizzazione

Nella Chiesa cattolica il processo di canonizzazione prende avvio soprattutto con la vox populi, ossia con la fama di santità di cui gode un fedele.

Nella prima fase il vescovo della diocesi da cui proviene il candidato può attribuirgli il titolo di servo di Dio.

A questo punto viene svolta un'inchiesta a livello diocesano e il dossier viene valutato da una commissione formata da vescovi e cardinali. In caso di giudizio positivo, il dossier viene presentato al Papa, che emette il parere definitivo e che può dichiararlo venerabile.

Dopo questo iter, si verifica se il venerabile abbia "compiuto un miracolo". Se il miracolo è appurato, il venerabile è iscritto tra i beati. Quando sarà assodato almeno un secondo miracolo, il Papa lo proclamerà santo, cioè lo indicherà a tutta la Chiesa come un modello di cristiano, cui ci si può rivolgere con devozione.

Quanti siano i santi non è chiaro. Nell'opera Bibliotheca Sanctorum, enciclopedia di 17 volumi, ne sono presentati più di 20'000.

Il Martyrologium Romanum, che contiene la lista ufficiale dei santi e beati venerati dalla Chiesa, ne elenca quasi diecimila (9.900).

Una cinquantina sono vissuti nel territorio che oggi fa parte della Confederazione. Il primo è stato San Beat (Berna), morto nel 112, l'ultimo San Nicolao della Flüe (morto nel 1487 ad Einsiedeln, nel canton Svitto), canonizzato nel 1947.

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