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Una hotline per lottare contro la corruzione

In Svizzera, il 12% dei crimini economici sarebbero legati alla corruzione. imagepoint

La sezione elvetica di Transparency International apre mercoledì una linea telefonica destinata a chi intende denunciare casi di corruzione nella propria azienda.

Questo contenuto è stato pubblicato il 29 marzo 2006 - 09:18

Questa hotline garantirà l'anonimato. Sarà tuttavia da utilizzare solamente in quanto ultima risorsa, ovvero quando il datore di lavoro non reagisce di fronte a pratiche illegali o quando ne è lui stesso coinvolto.

Secondo gli esperti, dal 97 al 99% dei casi di corruzione rimangono nell'ombra, indica Transparency International (TI) in un comunicato.

E i pochi delitti scoperti lo sono, molto spesso, grazie ai cosiddetti «whistleblowers» («denunciatori» in italiano), ovvero impiegati, ex-impiegati o membri di organizzazioni che, uscendo allo scoperto, denunciano le cattive condotte al datore di lavoro o alle istituzioni che hanno la facoltà di intraprendere azioni correttive.

Siccome in Svizzera questi denunciatori non sono al riparo da licenziamenti abusivi o da altre sanzioni, la sezione elvetica di TI ha deciso di mettere a disposizione, ogni mercoledì dalle 10.00 alle 17.00, una speciale linea telefonica (+41.31.3825044) che permetterà di segnalare gli abusi in materia di corruzione.

Inizialmente in tedesco, la hotline sarà estesa alla Svizzera romanda e al Ticino tra un mese.

Consigli nell'anonimato

I denunciatori, che potranno mantenere l'anonimato, riceveranno consigli sul modo di informare il proprio datore o le autorità competenti nel caso il superiore non dovesse reagire o fosse coinvolto nell'atto illegale.

In seguito - spiega a swissinfo Anne Schwöbel, responsabile di TI - esaminiamo il caso e lo trasferiamo all'Istituto di diritto all'Università di Zurigo.

«Se sospettiamo di essere di fronte ad un caso di corruzione, proviamo a convincere il denunciatore a rivolgersi innanzitutto al datore di lavoro; se quest'ultimo non reagisce o è lui stesso colpevole, contattiamo la polizia», aggiunge.

Svizzera in ritardo

Il progetto di TI - diretto dal professore di diritto all'Università di Zurigo, Daniel Jositsch - vuole ovviare al dovere, iscritto nel codice svizzero delle obbligazioni, di non utilizzare o rivelare informazioni che potrebbero nuocere al datore di lavoro. E questo vale anche nel caso di corruzione e altre pratiche illegali riscontrate all'interno della ditta.

«La denuncia di atti illegali è un affare rischioso. Nei Paesi anglosassoni, come gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e l'Australia i denunciatori sono invece protetti», ci dice Schwöbel.

La Confederazione potrebbe presto anch'essa cambiare le sue leggi. Durante l'ultima sessione delle Camere federali, il Consiglio degli Stati (Camera alta) ha approvato - dopo il Nazionale (o Camera del popolo) - una mozione che chiede una protezione effettiva per i «whistleblowers», apportandovi però qualche correttivo. Il testo tornerà così al Nazionale.

Secondo i senatori, sanzioni più severe e compensazioni di licenziamento più elevate dovrebbero dissuadere i datori di lavoro dal congedare ingiustificatamente i loro dipendenti.

swissinfo e agenzie

In breve

Dopo i deputati (Consiglio Nazionale), i senatori elvetici (Consiglio degli Stati) hanno approvato una mozione che chiede una migliore protezione delle persone che denunciano casi di corruzione nella loro azienda, sia a livello privato che pubblico.

In questo particolare ambito, la legislazione elvetica è ancora lacunosa: la corruzione è perseguita soltanto se denunciata.

In Svizzera, il 12% di casi di criminalità economica sarebbero legati alla corruzione.

A livello mondiale, la corruzione sottrae all'economia 400 miliardi di dollari all'anno.

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Fatti e cifre

Transparency International (TI) è una delle organizzazioni non governative maggiormente attive in materia di corruzione.
Si batte per l'adozione di regole e principi fondamentali nella lotta alla corruzione.
Il segretariato internazionale di Berlino coordina l'azione di 85 antenne nazionali.
Fondata nel 1995, la sezione svizzera di TI è attiva a livello di prevenzione, informazione e di lobbying.
Ogni mercoledì, mette a disposizione una hotline (+41.31.3825044) destinata a tutti coloro che intendono denunciare casi di corruzione nelle aziende.

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