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Un futuro senza nuove centrali nucleari

La centrale di Mühleberg dovrebbe cessare le attività nel 2012 Keystone

Ecologisti e socialisti si schierano contro la sostituzione delle vecchie centrali atomiche di Mühleberg (Berna) e Beznau (Argovia).

Questo contenuto è stato pubblicato il 09 novembre 2004 - 14:48

Gli oppositori dell’atomo chiedono di assicurare l’approvvigionamento di corrente a lungo termine con le energie rinnovabili.

La Svizzera non ha bisogno di nuove centrali nucleari. Lo sostengono i Verdi, i socialisti del canton Berna, la Fondazione svizzera per l'energia ed il Wwf, che auspicano una maggiore promozione delle fonti energetiche rinnovabili.

Le vecchie centrali nucleari di Mühleberg (canton Berna) e Beznau (Argovia) non devono essere sostituite da nuovi impianti, hanno affermato gli ecologisti durante una conferenza stampa a Berna. Si dovrebbe invece puntare su installazioni ad energia eolica e solare.

Rinunciare al nucleare

Gli oppositori dell’atomo si dicono a favore delle proposte avanzate dal governo bernese, il quale ha presentato in ottobre un rapporto sulla strategia energetica del cantone. L’esecutivo della capitale scrive che per ragioni economiche ed ecologiche, rifiuta la costruzione di nuove centrali nucleari.

Il canton Berna rimane comunque il principale azionista dell’azienda elettrica FMB Energie SA, la società che gestisce la centrale di Mühleberg.

Nel corso del mese di novembre, il Gran consiglio si pronuncerà sulla strategia energetica avanzata dal governo.

Si ritorna a parlare di atomo

Il dibattito sul nucleare è stato rilanciato in vista della chiusura delle centrali di Beznau e Mühleberg. L’autorizzazione d’esercizio per quest’ultima, in servizio da oltre 30 anni, scade infatti nel 2012.

FMB Energie SA, che non esclude l’idea di costruire una nuova centrale per soddisfare la domanda, chiede di poter prolungare il periodo di gestione di Mühleberg. La decisione spetterà alla Confederazione, che si esprimerà sulla base dei criteri di sicurezza.

Anche il canton Berna si dice favorevole all’estensione dell’autorizzazione, ribadendo però l’importanza dell’aspetto della sicurezza.

Terrorizzare i cittadini

I partiti e le organizzazioni che si schierano contro l’energia dell’atomo denunciano il comportamento dei fornitori di elettricità, i quali “preferiscono, come già avvenuto in passato, puntare sull’energia nucleare”.

Gli oppositori aggiungono che “la lobby dell’atomo terrorizza la popolazione facendo credere che si dovranno affrontare gigantesche penurie di corrente”.

Energia non redditizia

Secondo ecologisti e socialisti, l’energia nucleare non è nemmeno redditizia dal punto di vista economico e “l’industria atomica non riesce più a coprire i suoi costi”.

Dato da tener presente, la maggior parte dei paesi ha rinunciato a nuovi progetti nucleari. Fanno eccezione nazioni come l’Iran, il Pakistan o la Corea del Nord.

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

25'931 milioni di kilowattora la produzione svizzera di energia nucleare nel 2003.
Il 40% dell’energia prodotta in Svizzera proviene da centrali nucleari.

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In breve

La Svizzera conta quattro centrali atomiche (Beznau, Mühleberg, Gösgen e Leibstadt), per un totale di cinque reattori nucleari.

L'autorizzazione d'esercizio della centrale di Mühleberg, nel canton Berna, scade nel 2012.

I cittadini elvetici hanno respinto, l'anno scorso, la proposta di prolungare il decreto di 10 anni che vieta la costruzione di nuovi reattori nucleari.

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