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Un contributo alla sicurezza delle Olimpiadi

Gli specialisti di Spiez durante un'esercitazione all'aeroporto di Ginevra Keystone

Durante i Giochi olimpici, la Svizzera mette a disposizione degli organizzatori materiale protettivo contro eventuali attacchi chimici.

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 giugno 2004 - 18:30

In primavera, il Centro di competenza dell’esercito svizzero di Spiez ha inoltre offerto dei corsi di formazione per gli specialisti greci.

Dagli attentati dell’11 settembre 2001 e soprattutto dopo le bombe sui treni regionali di Madrid della scorsa primavera, le misure di sicurezza per i grandi appuntamenti sportivi sono state radicalmente cambiate.

Anche la Grecia, che in agosto ospita i giochi olimpici, ha previsto una serie di misure straordinarie per far fronte ad ogni possibile evenienza.

Nella preparazione, anche la Svizzera ha offerto un suo contributo altamente specializzato: in marzo, il Centro di competenza per gli agenti atomici, biologici e chimici dell’esercito svizzero ha infatti ospitato 18 specialisti greci per un periodo di formazione. Inoltre, durante i Giochi, del materiale di protezione in caso di attacco con armi chimiche sarà trasferito in Grecia per rispondere ad ogni evenienza.

Il contributo svizzero è un tassello di un ampio dispositivo di sicurezza, sviluppato dagli organizzatori, ha ricordato lunedì a Spiez Bernard Jeanty, portavoce del Dipartimento federale della difesa.

La sfida chimica

In caso di emergenza gli esperti devono essere in grado di determinare di quale arma chimica si tratti e per questo hanno bisogno di materiale di protezione, ha spiegato ai media Bernard Jeanty. Il materiale sarà sufficiente per proteggere gli specialisti ma non la popolazione.

Il Dipartimento federale della difesa, protezione della popolazione e dello sport (DDPS) non può fornire ulteriori informazioni sul tipo di equipaggiamento e le quantità che saranno fornite. Il materiale sarà trasportato in Grecia e consegnato alle autorità competenti.

Una lunga esperienza

La Svizzera organizza regolarmente questo tipo di corsi. Dal 1998 ad oggi vi hanno partecipato 397 specialisti esteri di 88 paesi. Se gli esperti greci hanno concentrato il loro interesse sulle possibili conseguenze di un attacco chimico durante un evento sportivo di dimensioni internazionali, le necessità di altri paesi sono molto diverse.

Parallelamente ai delegati ellenici erano infatti ospiti della località bernese anche degli esperti arrivati dall’Etiopia. Il loro interesse era legato allo smaltimento di pericolosi depositi di sostanze chimiche.

Inoltre, per la prima volta lo scorso anno, sono stati organizzati corsi anche all'estero. Gli esperti svizzeri sono stati in Asia centrale, dove hanno offerto il loro contributo alla creazione di analoghi centri di competenza in alcuni paesi ex-sovietici.

Conferma delle competenze

Il Centro di Spiez è nato nel periodo fra le due guerre mondiali per reagire allo sviluppo di armi sempre più sofisticate e ha continuato ad evolversi. Negli ultimi vent’anni inoltre è stata progressivamente sviluppata l’attività di consulenza internazionale.

È soprattutto nel quadro della collaborazione fra Stati, espressione delle convenzioni internazionali, che la Svizzera cerca di far valere questa specializzazione di nicchia. L’incarico arrivato da Atene conferma l’alto grado di specializzazione, soprattutto nel campo della lotta agli agenti chimici, raggiunto dall’istituto svizzero.

swissinfo e agenzie

In breve

Il centro di Spiez è nato nel 1925 per reagire alle nuove armi a gas.

Oggi si occupa della lotta agli agenti nucleari, biologici e chimici (ABC).

Il passaggio all’attività internazionale risale al 1984, durante la guerra Iran-Iraq.

Il bilancio annuale è di 20 milioni di franchi e vi sono impiegati 98 specialisti.

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