Con una mostra intitolata "Groenlandia nel 1912" il Museo nazionale di Zurigo racconta la storia di una spedizione svizzera che si collega con il dibattito odierno sul clima e sullo scioglimento dei ghiacciai.

L'esposizione si apre il 7 febbraio e potrà essere visitata fino al 13 aprile. Nel 1912 il geofisico ed esploratore bernese Alfred de Quervain attraversò la Groenlandia in una spedizione di sette settimane che fornì dati estremamente preziosi. L'impresa fece esplodere in Svizzera un vero e proprio "boom polare".

Se all'epoca si temeva l'arrivo di una nuova era glaciale, oggi la situazione si è praticamente invertita. I dati raccolti dall'esploratore bernese vengono ancora oggi utilizzati per la ricerca, scrive il Museo nazionale in una nota. Un esempio sono le indagini sulla calotta glaciale della Groenlandia, che rappresenta il secondo serbatoio di acqua dolce del pianeta e si sta sciogliendo sempre più velocemente.

Nel 1912 lo Stato non volle contribuire ai costi della spedizione. L'esploratore stipulò un contratto con la Neue Zürcher Zeitung, che si accollò un terzo delle spese e si assicurò i diritti di esclusiva sull'intera spedizione.

Alfred de Quervain si era già avventurato tra i ghiacci perenni della Groenlandia nel 1909. Tre anni più tardi attraversò l'intera isola, percorrendo 650 chilometri con l'ausilio di sci e di slitte trainate da cani. Solo un uomo c'era riuscito prima di lui: Fridtjof Nansen.

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