È tutto pronto per la partenza del telescopio spaziale CHEOPS, sviluppato sotto la guida dell'università di Berna. La missione prenderà il via il 17 dicembre, quando avverrà il lancio dalla piattaforma di Kourou, nella Guyana francese.

Si tratta del primo progetto diretto dalla Svizzera e dall'Agenzia spaziale europea (ESA), hanno ricordato i suoi responsabili oggi alla stampa riunita nella città federale. L'obiettivo è studiare gli esopianeti, ovvero quelli che non appartengono al Sistema solare.

CHEOPS (abbreviazione di CHaracterising ExOPlanets Satellite) verrà spedito in orbita a bordo di un razzo di fabbricazione russa Soyuz. Si compone di un telescopio spaziale, elaborato e assemblato dall'università di Berna in collaborazione con quella di Ginevra, e di un satellite piattaforma il cui compito è di trasportare il telescopio, permettendogli di funzionare nello spazio.

La missione servirà a misurare le minuscole variazioni di luminosità che si manifestano quando un pianeta passa davanti alla sua stella. Queste alterazioni sono proporzionali alla dimensione del corpo celeste e dalla loro grandezza si può dunque calcolare quella del pianeta.

Il telescopio metterà nel suo mirino stelle intorno alle quali orbitano pianeti di taglie che vanno da quella della Terra a quella di Nettuno. I dati ottenuti, combinati a quelli già disponibili come la massa, permetteranno di determinare la densità dei corpi celesti e quindi di classificarli come gassosi o rocciosi.

Gli scienziati riceveranno preziose informazioni sulla composizione e le struttura degli esopianeti, per esempio sull'eventuale presenza di oceani d'acqua. Una tappa importante per determinare la probabilità che siano abitabili.

Al temine di un lavoro di preparazione durato sei anni, lo scorso luglio CHEOPS ha superato con successo l'ultimo test presso il sito di Madrid del costruttore Airbus. "Ci rallegriamo che tutto sia pronto per il lancio, anche se la partenza è sempre un momento delicato e stressante", aveva dichiarato in quella circostanza il principale responsabile della missione, Willy Benz, professore di astrofisica a Berna.

Il telescopio dovrebbe raggiungere lo spazio martedì 17 dicembre poco prima delle 10.00. Benz si recherà a Kourou con una delegazione elvetica, composta anche del vincitore del Nobel per la fisica di quest'anno Didier Queloz. Il ginevrino è stato premiato insieme al collega Michel Mayor proprio per il suo lavoro pionieristico sugli esopianeti.

Il lancio di un razzo, ha spiegato Benz, è un momento in cui qualcosa può sempre andare storto. Inoltre, eventuali cattive condizioni meteorologiche potrebbero ritardare di qualche giorno l'evento tanto atteso. "Dormirò sonni tranquilli solo quando CHEOPS avrà raggiunto la sua orbita e sarà pienamente operativo", gli ha fatto eco David Ehrenreich, responsabile scientifico del progetto presso l'osservatorio della facoltà di scienze a Ginevra.

Una volta scagliato verso il cielo, ci vorranno circa 140 minuti prima che il telescopio si separi dal razzo e cominci a gravitare attorno alla Terra, a un'altitudine di 700 chilometri. I primi dati sono attesi per l'inizio del 2020.

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