Lo scrittore e saggista George Steiner, figura di primo piano nella cultura internazionale per i suoi studi di critica letteraria e già professore all'università di Ginevra, è morto lunedì nella sua casa di Cambridge all'età di 90 anni.

Autore di una vasta bibliografica saggistica, con traduzioni in una decina di lingue (in italiano quasi tutti i suoi volumi sono apparsi dall'editore Garzanti), era professore emerito del Churchill College del'Università di Cambridge.

In precedenza è stato docente in numerose università tra cui Princeton, Stanford, Chicago, Oxford e Ginevra. In quest'ultimo ateneo, dal 1974 al 1994 è stato professore di inglese e letteratura comparata.

In molti saggi ha affrontato il paradosso del potere morale della letteratura e la sua impotenza di fronte a un evento come l'Olocausto.

Nato a Parigi il 23 aprile 1929 da una famiglia austriaca di origine ebraica, allontanatasi dall'Austria a causa del clima di antisemitismo diffusosi alla fine degli anni Venti ed emigrata nel 1940 negli Stati Uniti, Steiner seguì gli studi universitari in Europa e negli Stati Uniti.

Steiner è stato membro dello staff di "The Economist" a Londra (1952-56), dal 1966 ha sostituito Edmund Wilson come critico letterario per il "New Yorker" e ha collaborato al "Times literary supplement".

Cresciuto in una famiglia dove si parlavano correntemente inglese, francese e tedesco, educato dal padre a un profondo rispetto per i classici e per i grandi del pensiero, della musica, della letteratura e delle arti, secondo le migliori tradizioni di quell'ambiente ebraico mitteleuropeo, della cui rovina fu testimone durante l'infanzia, Steiner si è avvalso di un tale patrimonio per un'appassionata ricerca sulle origini della crisi della cultura europea occidentale.

Numerosi i riconoscimenti ricevuti da Steiner nel corso di una prestigiosa carriera: è stato nominato Cavaliere dell'Ordine della Legion d'onore dal governo francese nel 1984; ha ricevuto il Morton Dauwen Zaubel Prize dall'American Academy of Arts and Letters (1989), la Albert Medal dalla Belgian Academy Council of Applied Sciences; il Truman Capote Lifetime Achievement Award dalla Stanford University (1998); il Premio Principe delle Asturie per le scienze umane e la comunicazione (2001). Era socio onorario della British Academy e della Royal Academy of Arts. Oltre venti le lauree honoris causa ricevute.

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