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La Svizzera facilita la liberazione di 21 liceali rapite da Boko Haram

Ventuno delle 276 liceali rapite oltre due anni fa dai ribelli di Boko Haram sono state liberate giovedì in seguito a uno scambio di prigionieri. I negoziati tra le autorità nigeriane e i jihadisti sono stati facilitati dal Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) e dal governo elvetico. Più di duecento giovani sono tuttora prigioniere.

Questo contenuto è stato pubblicato il 14 ottobre 2016 - 14:46

È l’aprile del 2014 quando i ribelli di Boko Haram irrompono nella scuola di Chibok, rapendo 276 ragazze. Solo una cinquantina riesce a fuggire. La notizia fa il giro del mondo e scatena una mobilitazione internazionale, almeno sulla rete. L’hashtag Link esterno#bringbackourgirlsLink esterno – sostenuto da personalità come Michelle Obama – diventa virale, per poi scomparire con la stessa rapidità.

Ad oltre due anni e mezzo dal rapimento, mercoledì i ribelli di Boko Haram hanno acconsentito alla liberazione di 21 liceali, grazie anche alla mediazione del CICR e del governo elvetico. Duecento ragazze circa sono tuttora prigioniere.


"Su richiesta del governo nigeriano, la Svizzera ha facilitato i contatti tra le autorità e gli intermediari di Boko Haram (...). La Svizzera vi si è impegnata su basi umanitarie", ha detto all'agenzia stampa francese Afp Pierre-Alain Eltschinger, portavoce del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).

In cambio delle ragazze sarebbero stati rilasciati quattro prigionieri di Boko Haram. 

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