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Tanti giovani svizzeri alla beatificazione del papa

Sei anni dopo la morte, Giovanni Paolo II è già beatificato

(Keystone)

Tra uno e due milioni di cattolici da tutto il mondo sono attesi a Roma per le celebrazioni della beatificazione di Giovanni Paolo II. Alla cerimonia, che è il primo passo verso la santità di papa Wojtyla, assisteranno anche centinaia di svizzeri, per lo più giovani.

"Una beatificazione è una festa, un giorno di gioia. È anche un giorno per proclamare che una persona ha fatto qualcosa di speciale per l'umanità ", dice Mario Galgani, un portavoce svizzero di Radio Vaticana.

Il programma inizia sabato con un grande incontro di preghiera vicino al Colosseo e prosegue fino a lunedì, il giorno dopo la beatificazione.

Secondo Galgani, dalla Confederazione giungerà tanta gente anche perché il 6 maggio è il giorno in cui giura la Guardia svizzera pontificia. Cosicché molti svizzeri hanno deciso di approfittare per andare a Roma per la beatificazione del papa polacco il 1° maggio e rimanere fino alla cerimonia di giuramento.

Benché gli alloggi siano limitati, a nessuno saranno chiuse le porte, assicurano gli operatori del ramo. L'agenzia specializzata in pellegrinaggi Drusberg Reisen, con sede ad Einsiedeln, ha indicato a swissinfo.ch di aver ricevuto prenotazioni da tutta la Svizzera. Tre pullman di 80 posti ciascuno e un quarto riservato esclusivamente ai giovani sono ormai al completo.

Un altro centinaio di persone, tra i 15 e i 35 anni della Svizzera romanda, si sono iscritte al viaggio organizzato dal movimento giovanile cattolico francofono N'APP (acronimo francese della frase pronunciata da Giovanni Paolo II il giorno del suo insediamento, nel 1978: "Non abbiate paura!").

Concomitanza con cresime e prime comunioni

Tra i pellegrini elvetici ci sarà un unico rappresentante della Conferenza dei vescovi svizzeri (CVS): il vescovo ausiliare di Basilea Denis Theurillat.

"Sarà il solo, perché il 1° maggio quest'anno cade proprio nella domenica dopo Pasqua, che in Svizzera è un giorno tradizionale per prime comunioni e cresime. Tutti i nostri vescovi sono impegnati perciò non è possibile per loro andare" a Roma, ha spiegato a swissinfo.ch il portavoce della CVS Walter Müller.

Una beatificazione non ha lo stesso impatto di una canonizzazione, ossia di quando una persona è dichiarata santa, ha proseguito il portavoce. Ma"i papi, ovviamente, hanno un impatto in tutto il mondo. Perciò anche in Svizzera ci saranno cerimonie speciali il 1° maggio e attorno a quella data, per commemorare e onorare Giovanni Paolo II", ha puntualizzato.

Santo subito

Molte discussioni sono state suscitate dal fatto che Giovanni Paolo II è stato messo su una "corsia preferenziale" per la santità. Normalmente il processo di beatificazione non può iniziare fino a cinque anni dopo la morte del candidato. Nel caso del pontefice polacco, invece, è iniziato appena due mesi dopo la morte, avvenuta il 2 aprile 2005.

Michael Sherwin, professore di teologia morale presso l'università di Friburgo, ricorda che al funerale di papa Wojtyla la folla inneggiava "santo subito", che è assolutamente insolito. Benedetto XVI ha poi preso la decisione finale di accelerare il processo di santificazione del suo predecessore, al quale era vicino.

Secondo il professore, "quando la chiesa decide di beatificare o canonizzare qualcuno, porta quella persona come esempio".Sherwin menziona il "dramma umano straordinario" di ascesa di Karol Wojtyla da lavoratore giornaliero nella Cracovia occupata dai nazisti a primo papa polacco, quando il suo paese era ancora sotto il comunismo.

Per Walter Müller, "Giovanni Paolo II è stato senza dubbio uno dei più grandi papi della storia della Chiesa. Non solo per il ruolo politico che gli è stato attribuito – la sua influenza fu un fattore che contribuì alla caduta del comunismo nell'Europa orientale – ma anche nella Chiesa stessa: durante il suo lungo pontificato ha avuto una grande influenza e ha messo in moto molte cose che hanno rafforzato la Chiesa cristiana".

Eredità per i giovani

Sia Sherwin sia Müller concordano sul fatto che Giovanni Paolo II è stato eccezionale nel richiamo dei giovani cattolici.

La grande conquista di Giovanni Paolo II sono stati i giovani, afferma Sherwin. "Quali sono state le cose che diceva nei suoi scritti? Non abbiate paura, il Vangelo è ancora vero, è un vangelo di liberazione. Proclamava un messaggio di speranza".

"L'unico modo per una società di essere liberi è quello di credere che ci sono valori oggettivi. I giovani lo hanno afferrato perché sono assetati di questo", commenta Sherwin.

Müller cita come una delle eredità di Giovanni Paolo II la prossima Giornata mondiale della gioventù (GMG) di Madrid, un evento istituito dal papa polacco, che riunirà i giovani di tutto il mondo il prossimo agosto.

"Giovani di tutte le parti della Svizzera si sono spontaneamente organizzati per andare a Roma per la beatificazione. E questo è un segnale forte. Così come molti di loro andranno anche a Madrid per l'evento giovanile mondiale. I giovani in genere non hanno molti soldi ma vanno ugualmente", ha aggiunto Müller.

Uno di coloro che andranno a entrambi gli eventi è il 24enne artista grafico Martin Iten, di Zugo. "Ho incontrato Giovanni Paolo II solo due volte nella mia vita. Nel 2000 alla Giornata mondiale della gioventù a Roma e nel 2004, quando visitò la Svizzera. Entrambe le volte ero a decine se non centinaia di metri di distanza da lui, ma per me era ed è una persona che mi ha dato molto. Gli sono grato per questo », ha dichiarato Iten a swissinfo.ch.

Hélène Constantin, del movimento N'APP, dice che è stato Giovanni Paolo II a portare la maggioranza dei giovani nella Chiesa e sulla strada della fede."Vogliamo andare a Roma per la beatificazione per rendergli omaggio e ringraziarlo", spiega.

tre giorni, tre cerimonie

Il programma religioso della beatificazione di Giovanni Paolo II è composto di tre celebrazioni dal 30 aprile al 2 maggio: la veglia al Circo Massimo del sabato sera, la messa di beatificazione in Piazza San Pietro presieduta da Benedetto XVI la domenica, la messa di ringraziamento il lunedì, sempre in Piazza San Pietro, celebrata dal cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone.

Nella notte tra sabato e domenica otto chiese del centro di Roma, poste sul tragitto fra il Circo Massimo e Piazza San Pietro, resteranno aperte per accogliere i fedeli in preghiera in una vera e propria "notte bianca" in onore di papa Wojtyla.

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22 ottobre a roma e in polonia

La data in cui sarà celebrata ogni anno la memoria liturgica del nuovo beato Giovanni Paolo II sarà il 22 ottobre, anniversario dell'inizio del suo pontificato.

La celebrazione riguarderà la diocesi di Roma e le diocesi della Polonia: non è stato infatti concesso il "culto universale", che era stato richiesto dal Vicariato all'inizio della causa di beatificazione.

Quando una persona è dichiarata "beata", può essere venerata nella diocesi in cui è stata attiva, diversamente dai "santi" che godono di una venerazione universale.

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biasimo di küng

Il celebre teologo svizzero Hans Küng critica aspramente la beatificazione di Giovanni Paolo II. In un'intervista alla Frankfurter Rundschau, Küng ha dichiarato che Karol Wojtyla ha avuto meriti "come uomo di carattere e come combattente per la pace e i diritti umani", ma è stato anche "il papa più contraddittorio del XX secolo, che non merita di essere presentato ai fedeli come un modello".

Küng ricorda di essere stato "il primo grande caso di Inquisizione" da parte di Giovanni Paolo II, che "non ha letto nessuno dei miei libri, ma era subito pronto a condannare. Quel papa era intollerante e contrario al dialogo".

Ironizzando sulla decisione di Benedetto XVI di beatificare Wojtyla, il teologo afferma che "il successore beatifica il predecessore, come quando nell'antica Roma al tempo dei Cesari un imperatore trasformava in un Dio il suo predecessore. I processi di beatificazione e santificazione servono al papa come uno strumento per mettersi in mostra".

Il teologo aggiunge che anche la manifestazioni con la richiesta "Santo subito" alla morte di Giovanni Paolo II sono state un'impostura. "I cartelli e gli striscioni in Piazza San Pietro erano tutti stampati alla perfezione. Si è trattato di una messinscena di gruppi cattolici conservatori e reazionari, forti soprattutto in Spagna, Italia e Polonia".

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(Traduzione dall'inglese: Sonia Fenazzi), swissinfo.ch

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