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Rapita dipendente di ambasciata svizzera

La rappresentanza svizzera a Colombo in un'immagine d'archivio. Keystone / Anthony Anex

Una dipendente locale dell'ambasciata svizzera a Colombo è stata trattenuta contro la sua volontà per lungo tempo e minacciata da ignoti che l'avrebbero interrogata su informazioni sensibili. Dopo l'incidente, che risale a lunedì, l'ambasciatore dello Sri Lanka è stata convocato al Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) a Berna.

Questo contenuto è stato pubblicato il 28 novembre 2019 - 19:05
tvsvizzera.it/ATS/ri con RSI (TG del 28.11.2019)

La Svizzera considera l'accaduto un "attacco molto grave e inaccettabile" contro una delle sue rappresentanze e i suoi collaboratori, ha dichiarato all'agenzia Keystone-ATS il portavoce del DFAE Pierre-Alain Eltschinger, confermando così la notizia anticipata dal sito lankanewsweb.net.

Il portale aveva riferito che la dipendente locale dell'ambasciata è stata rapita con un furgone bianco e rilasciata dopo circa due ore. Apparentemente, è stata interrogata su un alto funzionario dello Sri Lanka il quale, secondo quanto riferito giovedì dal quotidiano elvetico Neue Zürcher Zeitung (NZZ), sarebbe fuggito in Svizzera.

La donna sarebbe stata interrogata su un funzionario che ha chiesto asilo in Svizzera dopo aver indagato su casi di corruzione e violazioni dei diritti umani durante il primo regime di Rajapaksa [foto] dal 2005 al 2015. Keystone / Str

Nota di protesta

La Confederazione ha invitato le autorità srilankesi a fornire chiarimenti in modo rapido e completo su quello che in una dichiarazione scritta definisce "grave incidente di sicurezza". Chiede che i colpevoli rendano conto alla giustizia e sia nuovamente garantita la sicurezza della rappresentanza e dei suoi dipendenti. 

L'ambasciatore svizzero a Colombo ha inviato giovedì queste richieste al primo ministro Mahinda Rajapaksa e al ministro degli esteri Dinesh Gunawardena, con una nota di protesta, mentre il DFAE ha convocato a Berna l'ambasciatore dello Sri Lanka.

Cosa c'è dietro

La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) non ha voluto confermare, adducendo motivi di protezione della personalità, che il rapimento sia collegato alla presunta fuga in Svizzera di un importante investigatore dello Sri Lanka, come scritto dalla NZZ.

Secondo il giornale, il funzionario -che ha indagato su casi di corruzione e violazioni dei diritti umani nel suo Paese, in particolare durante il primo regime di Rajapaksa dal 2005 al 2015- avrebbe lasciato lo Sri Lanka domenica scorsa per chiedere asilo a Berna: le autorità srilankesi gli avevano ritirato le guardie del corpo benché avesse ricevuto minacce di morte.

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