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Pandemia: gli svizzeri ritrovano il morale

La vaccinazione obbligatoria non fa l'unanimità tra le persone che hanno partecipato al sondaggio. Keystone / Alessandro Crinari

Sebbene piovosa, l'estate sembra aver un impatto sulla percezione della pandemia da parte della popolazione svizzera. Come l'anno scorso in questo periodo, un sondaggio Sotomo condotto per conto della Società svizzera di radiotelevisione rileva che il morale è migliorato. Attenzione però: questo stato d'animo dipende fortemente dallo sviluppo del numero di infezioni, e quindi delle vaccinazioni.

Questo contenuto è stato pubblicato il 09 luglio 2021 - 17:00

I sondaggi precedenti avevano mostrato grosse variazioni nello stato d'animo della popolazione, con un'ondata di ottimismo nel giugno 2020, un momento di scoraggiamento nel gennaio 2021 e un po' di malinconia a marzo. Ma ora l'ottimismo sembra essere tornato.

Senso di superiorità

Come facciamo a saperlo? Semplicemente guardando le risposte a una serie di domande poste dai sondaggisti. Emerge che l'evoluzione economica è percepita come molto migliore e che la gente ha meno paura di perdere il lavoro o di subire conseguenze finanziarie.

"I progressi della campagna di vaccinazione, il calo del numero di casi e il progressivo allentamento delle misure di confinamento hanno di nuovo contribuito a un netto miglioramento della percezione della situazione", osserva l'Istituto Sotomo.

Dopo una crisi di incertezza lo scorso autunno, quando la Svizzera è stata confrontata con un aumento delle infezioni, la fiducia ha fatto il suo ritorno. Quasi tre persone intervistate su quattro (73%) ritengono che ora la Svizzera se la stia cavando meglio del resto dell'Europa, come già successo all'inizio della pandemia. Per questo, gli autori del sondaggio affermano che si sta assistendo al ritorno di un certo senso di superiorità "tipicamente svizzero".

Di nuovo fiducia nel governo

L'arrivo della seconda ondata della pandemia in autunno aveva scalfito l'immagine positiva del governo. Tuttavia, la maggiore fiducia della popolazione nei confronti del Consiglio federale, già percettibile a marzo, è stata confermata dal nuovo sondaggio. Più della metà degli intervistati (54%) ha ora fiducia nell'azione del governo.

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"Il fatto che il Consiglio federale abbia ripreso in mano la questione all'inizio dell'anno e che le misure adottate abbiano portato a una massiccia riduzione del numero di casi e al decongestionamento degli ospedali ha chiaramente avuto un effetto positivo sulla reputazione del governo federale", commenta l'Istituto Sotomo.

In particolare, gli allentamenti presentati dal governo sono ben accolti. Mentre a marzo quasi la metà delle persone interrogate (46%) pensava che i provvedimenti restrittivi fossero eccessivi, questa opinione è ora condivisa solo da un terzo di esse (33%).

Poca simpatia per le misure coercitive

L'attuale morale alto delle svizzere e degli svizzeri è in gran parte dovuto alla diminuzione del numero di infezioni, ricoveri e decessi. Ma questa evoluzione al ribasso potrebbe non durare. Già oggi, diverse regioni e Paesi alle prese con la variante Delta stanno imponendo nuove misure di confinamento.

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Un elevato tasso di vaccinazione sembra essere il modo migliore per prevenire una nuova ondata. Ma in Svizzera, dopo un boom iniziale, la campagna di vaccinazione sta rallentando. Secondo il sondaggio, il 60% delle persone intervistate ha già ricevuto almeno una dose di vaccino e il 3% è pronto a farsi vaccinare immediatamente. Al contrario, il 12% preferisce aspettare e il 25% non intende farsi vaccinare.

Alcuni pensano quindi di rendere obbligatoria la vaccinazione. Ma questa idea non piace alla popolazione. I sondaggisti hanno chiesto se la vaccinazione debba essere resa obbligatoria per gli operatori sanitari, una categoria particolarmente a rischio. Il 38% degli intervistati si è detto assolutamente contrario e il 12% contrario, il 5% non ha un'opinione, mentre il 28% è piuttosto favorevole e il 20% totalmente a favore.

Un'altra idea per avanzare sul fronte della vaccinazione sarebbe quella di obbligare le persone non vaccinate che si ammalano di Covid a pagare le spese sanitarie di tasca propria. Ma anche qui, la proposta non piace: è respinta da più della metà degli intervistati (59%).

"Non è sorprendente che la gente che non vuole essere vaccinata non voglia contribuire ai costi", nota l'Istituto Sotomo. "Ciò che è interessante è che le opinioni divergono anche tra coloro che sono disposti a farsi vaccinare: il 26% è chiaramente a favore e il 25% è piuttosto a favore che i non vaccinati partecipino ai costi del trattamento. Il resto è indeciso o contrario".

Uno strumento indispensabile

Fino a quando la situazione non tornerà alla normalità, un certificato Covid basato su una vaccinazione, un test negativo o una guarigione sembra essere lo strumento indispensabile per partecipare ai grandi eventi o per viaggiare all'estero.

La maggioranza degli intervistati (61%) è a favore del certificato. I contrari sono al 41% e le persone senza un'opinione al 4%. L'idea che il certificato sia in realtà un mezzo per rendere obbligatoria la vaccinazione è l'argomento avanzato più spesso dagli oppositori.

Il sondaggio

Il sondaggio è stato condotto dall'Istituto Sotomo per conto della Società svizzera di radiotelevisione (SSR), di cui swissinfo.ch è membro.

Questo è l'ottavo sondaggio realizzato sulla pandemia dal marzo 2020.

Il sondaggio è stato condotto online tra il 1° e il 5 luglio 2021 su 23'337 persone di oltre 15 anni in tutte le regioni linguistiche.

Poiché la partecipazione al sondaggio era volontaria, l’istituto demoscopico ha effettuato una procedura di ponderazione statistica per renderlo rappresentativo. Il margine di errore è di +/- 1,3%.

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