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Senza confini: tra arte applicata e arte figurativa

Sophie Taeuber-Arp: Marionette per "Der König Hirsch", 1918 (Marlen Perez/ProLitteris)

Finalmente anche Zurigo rende omaggio all'opera dell'appenzellese Sophie Taeuber-Arp, figura centrale dell'arte moderna, con una mostra allestita al Museo Bellerive.

L'obiettivo dell'esposizione è di mettere in luce il punto di congiunzione tra arte, arte applicata e design, nell'opera di questa pioniera svizzera dell'arte costruttivista.

Dopo che nel 1946, 3 anni dopo la sua morte prematura, Sophie Taeuber-Arp è stata riconosciuta tra gli artisti d'avanguardia, la sua opera è stata mostrata in numerose esposizioni. La sua immagine di artista figurativa fu esaltata soprattutto dalla retrospettiva del 1989, in occasione dell'anniversario della sua nascita, presentata anche a Losanna, Lugano e Aarau.

Ciò nonostante l'attuale esposizione in corso al Museo Bellerive di Zurigo è da considerarsi un evento: in primo luogo perché finalmente anche Zurigo rende omaggio ad una grande artista che proprio in questa città ha vissuto anni fondamentali per la sua formazione e poi perché il Museo Bellerive ha scelto un approccio diverso nel presentare il lavoro della Taeuber.

"Il nostro allestimento - spiega Eva Afuhs, direttrice del Museo Bellerive - consente effettivamente di vedere in modo diverso l'opera di Sophie Taeuber, che non viene presentata solo come artista figurativa ma anche come creatrice nel campo delle arti applicate."

I progetti architettonici

Questo accento rivolto più all'arte applicata che non a quella figurativa, lo si percepisce già entrando nella prima sala dell'esposizione al pianterreno dove, ad accogliere i visitatori, si trova una ricostruzione in grandezza naturale di un angolo della sala da tè dell'Aubette.

La Taeuber lavorò alla ristrutturazione degli interni dell'Aubette, un grande centro di divertimenti sulla Place Kléber a Strasburgo, insieme al marito Hans Arp e all'architetto olandese Theo van Doesburg, creando un esempio leggendario di "Gesamtkunstwerk" moderno, di opera totale.

"I lavori di architettura sono senz'altro molto importanti per capire l'opera di Sophie Taeuber nel campo delle arti applicate - spiega Tanja Trampe, collaboratrice scientifica del Museo Bellerive. Il modo di procedere nella progettazione, l'uso dei gouache (guazzi), costituiscono un punto di incontro con la sua opera figurativa. Sophie Tauber si muoveva costantemente tra le arti applicate e l'arte figurativa senza preoccuparsi troppo dei rispettivi confini, e i suoi lavori illustrano questa fusione."

Tra artigianato e design tessile

In un'altra sala al pianterreno, sono raccolti insieme a bozzetti e lavori di tessitura, come tappeti e cuscini, anche alcuni oggetti di carattere più artigianale come ricami e lavori al tombolo, tradizioni tipiche della Svizzera Orientale.

Le doti naturali della Taeuber, nutrite dallo spirito vivace e intraprendente della madre che promuove con liberalità il talento dei suoi figli, trovano un terreno fecondo nelle scuole di arte applicata di San Gallo, Monaco e Amburgo dove la giovane Sophie riceve una solida formazione nel settore del design tessile.

All'età di 26 anni la Taeuber ha già sviluppato un linguaggio personale chiaro, nuovo e libero dall'arte convenzionale. Cerca nuovi principi di progettazione nell'arte applicata che le permettano di soffermarsi sulla bellezza formale e funzionale dell'oggetto.

Una semplicità perfetta

Quadrati e rettangoli, forme predilette della Taeuber, si compongono nei suoi lavori in una griglia a scacchiera, dove gli spazi, di dimensioni più o meno regolari, sono occupati da colori vivi o da motivi stilizzati che raggiungono equilibri perfetti fondati sull'asimmetria.

La Taeuber mostra per la prima volta i suoi tappeti e i disegni ad Hans Arp a Zurigo nel 1915. Ricordando l'incontro, anni dopo Arp dichiara che "la grandezza e la purezza di quei lavori, lo stupore, l'uso coraggioso dei rettangoli mi influenzarono."

Se Arp nei suoi scritti sottolinea più volte che deve alla Taeuber il suo accesso all'astrazione geometrica, osservando i diversi campi d'azione dell'opera di Sophie presentati in questa mostra si capisce che furono proprio gli aspetti tecnici e le ricerche nel campo delle arti applicate a consentire alla Taeuber di raggiungere la libertà di linguaggio che l'avvicinò alle tendenze più audaci dell'avanguardia.

Le marionette del "König Hirsch"

Un altro esempio palese del suo stile essenziale e rivoluzionario lo si trova al piano superiore della mostra dove vengono presentate le marionette realizzate dalla Taeuber nel 1918 per il "König Hirsch" di Carlo Gozzi in una nuova versione di René Morax.

Le 17 marionette sono per lo più composte da elementi geometrici in legno che richiamano le forme elementari dei suoi lavori. I vari pezzi, collegati da fili in sequenze formali, sono dipinti in colori monocromi e ornati con semplicità secondo il ruolo del personaggio.

Lo spettacolo ottiene un enorme successo e gli amici dadaisti della Taeuber ne parlano entusiasti come dimostra la dichiarazione di Tristan Tzara rilasciata al New York Magazin Vanity Fair: "A Zurigo un teatro di marionette ha presentato ultimamente una pièce la cui scenografia e i cui personaggi hanno fatto sensazione."

swissinfo, Paola Beltrame, Zurigo

Fatti e cifre

1889: Sophie Taeuber nasce a Davos da padre prussiano e madre appenzellese

1922: sposa Hans Arp, noto come uno dei fondatori dell'arte moderna in Svizzera

1943: muore a Zurigo per intossicazione di anidride carbonica nella casa di Max Bill.

Dal 1996 il volto di Sophie Taeuber-Arp viene stampato sulle banconote da 50 franchi svizzeri.

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In breve

La mostra dedicata a Sophie Taeuber-Arp rimarrà aperta fino al 20 maggio al museo Bellerive di Zurigo, sede staccata del Museo für Gestaltung, istituzione direttamente legata alla Scuola di arti e mestieri dove la Taeuber insegnò dal 1916 al 1929.

Contestualizzando l'opera dell'artista nell'ambiente in cui ha vissuto, la mostra mette in luce il suo rapporto con il movimento dadaista e i suoi interventi in qualità di danzatrice al Cabaret-Voltaire.

Oltre alle marionette visionarie della Taeuber sono esposte anche quelle di Morach e di Ruegg, anch'esse presentate alla mostra del Werkbund del 1918. Per la prima volta viene dato spazio anche ai lavori di architettura e design della Taeuber, meno noti al grande pubblico ma importanti per cogliere il punto di fusione tra la sua opera figurativa e le arti applicate.

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