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San Gottardo, ecco perché si sta in coda

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È il terzo fine settimana di controesodo, e migliaia di veicoli si dirigono verso il portale sud della galleria autostradale del San Gottardo facendo scattare l'accensione dei semafori. Ma quali principi segue, il dosaggio del traffico?

Questo contenuto è stato pubblicato il 20 agosto 2017 - 08:30
tvsvizzera.it/ri con RSI (Quotidiano del 19.08.2017)

A mezzogiorno di sabato 19 agosto, nella centrale operativa della Polizia stradale a Camorino, le telecamere puntate sull’autostrada A2 mostrano 7 chilometri di coda tra Biasca e il portale sud della galleria del San Gottardo.

Chi è in strada, si arma di pazienza. Chi è in centrale, garantisce la sicurezza secondo precise soglie dettate dall'Ufficio federale delle strade (USTRALink esterno):

  • 1000 veicoli verso nord: entra in funzione il semaforo/dosaggio al portale
  • 3 km di coda: si chiude l'entrata autostradale di Airolo
  • 6 km di coda: scatta il dosaggio prima della galleria della Biaschina

Misure che da fine luglio sono scattate quasi tutti i giorni, per un flusso di veicoli capace di sfiorare le ventimila unità in 24 ore.

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Il dosaggio

Il dosaggio del traffico alla Biaschina, una ventina di chilometri prima del San Gottardo, è una misura pensata per evitare che i veicoli sostino nelle successive gallerie e per non penalizzare lo svincolo di Quinto.

Nel punto di dosaggio, solo due corsie su tre sono transitabili: lo scopo, spiega il portavoce della Polizia cantonale Claudio Ferrari, è non avere un passaggio verso nord completamente sbarrato e permettere il passaggio di veicoli di soccorso in caso di emergenza anche all’interno della coda stessa.


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