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Scolpito un nuovo profilo per la politica dei musei

La Confederazione rivede la politica dei musei Keystone

Il gruppo di musei d'importanza nazionale viene ridotto e diventa più autonomo. È quanto stabilito nella nuova legge sui musei, approvata venerdì dal Governo.

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 settembre 2007 - 16:44

In tal modo, viene per la prima volta istituita una politica in materia a livello nazionale. Del futuro nucleo di istituti faranno parte soltanto musei di riconosciuta importanza storica e culturale.

Questi nuovi orientamenti sono contenuti nella nuova la legge sui musei e le collezioni della Confederazione approvata venerdì dal Consiglio federale assieme al messaggio alle Camere.

Novità importante: dal "Gruppo MUSEE SUISSE" sono esclusi il Castello di Wildegg e il Museo doganale svizzero di Gandria (TI), per i quali si cercano altre soluzioni.

Il progetto di legge, indica una nota dell'Ufficio federale della cultura (UFC), regola per la prima volta la politica museale della Confederazione.

Una migliore collaborazione

L'obiettivo che si propone è principalmente quello di trasformare il "Gruppo MUSEE SUISSE", che riunisce attualmente otto istituzioni, in un istituto autonomo di diritto pubblico e di rafforzare la collaborazione tra queste istituzioni e le collezioni di proprietà della Confederazione.

Nelle intenzioni dell'esecutivo, secondo il quale la legge "ha subito solo minimi ritocchi rispetto all'avamprogetto messo in consultazione", la normativa persegue un duplice obiettivo: vincolare i musei e le collezioni a finalità comuni e definire un mandato unitario.

Finora, i 15 musei e le numerose collezioni di proprietà della Confederazione "hanno operato sostanzialmente in modo indipendente gli uni dagli altri". In secondo luogo la legge rappresenta una base giuridica per il Museo nazionale svizzero.

Vocazione storico-culturale

Del futuro "Gruppo MUSEE SUISSE" faranno parte musei a vocazione prettamente storico-culturale. Esso comprenderà pertanto il Museo nazionale di Zurigo, il Castello di Prangins e il Forum della storia svizzera di Svitto, nonché il Centro delle collezioni di Affoltern am Albis.

Sono invece esclusi, come detto, il Castello di Wildegg, che dovrebbe passare al canton Argovia, e il Museo doganale svizzero di Gandria (TI), che potrebbe essere preso sotto custodia dall'amministrazione federale delle dogane.

La struttura di gestione, la conduzione e la sorveglianza del Museo nazionale svizzero saranno inoltre ammodernate e adattate al principio di gestione aziendale. Le risorse finanziarie saranno fissate e accordate dalla Confederazione ogni quattro anni.

Nell'elaborazione di questa riforma sono state considerate le critiche espresse da alcuni operatori del settore. "A livello di rapporti contrattuali di lavoro, per esempio, i dipendenti sono saranno assunti in base al diritto privato, come inizialmente previsto. Pertanto – sottolinea il vicedirettore dell'Ufficio federale della cultura Marc Wehrlin – resteranno legati alla legge federale sul personale".

Un progetto sostanzialmente condiviso

Le opinioni raccolte dalla maggioranza delle persone coinvolte nella procedura di consultazione, ha complessivamente giudicato bene il progetto, perlomeno per quanto riguarda gli obiettivi essenziali.

Nel progetto è stata inoltre integrata l'idea di cogestione con terzi, sia essi privati o entità pubbliche. In questo modo, ha fatto notare il consigliere federale Pascal Couchepin, questa nuova visione si inserisce perfettamente nella legge sull'incoraggiamento alla cultura, che prevede sovvenzioni federali a favore di musei che non appartengono alla Confederazione.

Tuttavia, precisa il Consiglio federale, non sono mancate le critiche per quella che viene considerata una disparità di trattamento tra il Museo nazionale svizzero, privilegiato, e le altre strutture appartenenti alla Confederazione.

swissinfo e agenzie

musei in svizzera

In Svizzera vi sono circa 950 musei. Tra questi, 15 sono gestiti dalla Confederazione e 8 fanno parte del «Gruppo MUSEE SUISSE» del Museo nazionale svizzero.

La sede principale del Museo nazionale svizzero si trova a Zurigo, quella per la Svizzera francofona si trova al Castello di Prangins, nel Cantone di Vaud. Del Museo nazionale svizzero fanno inoltre parte il Forum della storia svizzera di Svitto, la Fondazione Bärengasse di Zurigo, il Museo doganale di Gandria (Ticino), il castello di Wildegg, il Museo degli automi musicali di Seewen e la casa della corporazione «zur Meisten» di Zurigo (collezione di porcellane).

La maggioranza dei musei svizzeri sono cantonali, comunali oppure privati. Soltanto una minoranza tra questi riceve regolarmente o saltuariamente contributi da parte della Confederazione.

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