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Sci estivo, è l'inizio della fine?

Potrebbero essere le ultime foto con il manto bianco. KEYSTONE/GIAN EHRENZELLER sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 05 agosto 2022 - 16:00
(Keystone-SDA)

È suonata l'ora della fine per lo sci estivo? L'interrogativo viene posto oggi da Le Temps, che al tema dedica un'indagine fra operatori del settore ed esperti.

Il numero di stazioni alpine che ancora aprono i loro comprensori sciistici durante i mesi estivi si conta ormai quasi sulle dita di una mano in Svizzera. Destinazioni come Verbier e Glacier 3000 (Les Diablerets) hanno interrotto questa attività circa vent'anni or sono. A Les Diablerets, la pratica si è interrotta nel 2003, a causa della mancanza di neve provocata da un'estate torrida, ma non solo. "Abbiamo deciso di concentrarci sulle escursioni e di lasciare lo sci estivo ad altre località: è meglio essere diversi che essere come tutti gli altri", spiega al giornale il direttore di Glacier 3000 Bernhard Tschannen. "La domanda non era enorme".

Questa osservazione è condivisa da Laurent Vaucher, direttore generale di Téléverbier, che sottolinea come lo sci estivo sia "poco redditizio", dato il lavoro necessario per tenere aperta una pista. Oggi la questione del ritorno al passato non è più attuale, poiché il ghiacciaio del Mont Fort si è drasticamente ridotto. Ma questa triste realtà non riguarda tutte le località, secondo Vaucher. "Le destinazioni che ancora oggi offrono lo sci estivo hanno davanti a loro molti anni positivi, prima che questo diventi un problema. A patto che estati come quella che stiamo vivendo quest'anno non si ripetano troppo spesso", dice lo specialista ai cronisti della testata romanda.

Questo sembra essere il punto: le condizioni meteorologiche determineranno il futuro dello sci. È quindi "difficile dire se ci stiamo avviando o no verso la fine dello sci estivo", indica a Le Temps Laurent Vanat, consulente in economia sciistica, che sottolinea come più che dal caldo estivo, l'attività dipenda dall'accumulo di neve durante l'inverno. "Con il cambiamento climatico, i ghiacciai sono sotto pressione. Ma questa estate è particolare, a causa della poca neve caduta durante l'inverno, unita alle alte temperature, quindi non è il caso di trarre conclusioni".

Più categorico è Robert Bolognesi, nivologo e direttore di Météorisk, un organismo con sede a Sion specializzato in rischi meteorologici. "Lo sci estivo diventerà un vecchio ricordo", dice. Se la fine della pratica non è prevista a breve termine, a causa delle imponenti dimensioni dei ghiacciai svizzeri, lo sarà a medio termine". A suo avviso inizialmente lo sci estivo non sarà più economicamente sostenibile, con tutti i costi che genera e che non fanno che aumentare. Poi, a causa dello stato dei ghiacciai, non sarà più possibile praticare lo sport in questione.

"Dal punto di vista ecologico, dobbiamo chiederci se sia ancora ragionevole svolgere questa attività", aggiunge. "Se sono fiducioso sul futuro dello sci invernale, faccio fatica a credere che ci siano buone prospettive per lo sci estivo", prosegue l'esperto. "Sarei sorpreso se fra vent'anni andremo ancora a sciare in estate".

La questione è molto importante per gli sciatori competitivi, che in estate si allenano per la stagione invernale. Più passano gli anni, meno piste sono aperte nei mesi più caldi. Tutte le star o quasi sono regolarmente a Saas-Fee e Zermatt, tra una moltitudine di concorrenti alla ricerca della prima neve. Quest'anno la chiusura temporanea delle piste estive nella seconda località ha reso quelle della prima ancora più affollate. Al mattino presto, quando gli atleti di punta si allenano, le condizioni sono rimaste accettabili negli ultimi giorni, ha spiegato la star americana Mikaela Shiffrin al quotidiano Walliser Bote. Ma l'atmosfera è pesante. "È difficile vedere la propria attività sciogliersi come neve al sole", dice.

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