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La giusta distanza tra Roma e il mare

Una bagnante sulla spiaggia libera del lido di Ostia. Keystone / Massimo Percossi
Questo contenuto è stato pubblicato il 22 giugno 2020 - 11:11
Checchino Antonini e Massimo Lauria, Rsionline

L'estate appena iniziata sarà caratterizzata dalle spiagge libere. Ma le modalità con cui saranno regolamentate e fruibili non sono ancora del tutto chiare.

Ostia LidoLink esterno è un quartiere di Roma, a una ventina di chilometri dal centro della capitale italiana, abitato da 83mila persone. Con i suoi 18 km di arenile è il mare dei romani e ogni week end vi si riversano 2-300mila persone perché contiene l’intera gamma dell’offerta balneare: dal villaggio di lusso fino alla spiaggia incustodita; dallo stabilimento nel centro urbano fino ai chioschi tra le dune mediterranee della riserva naturale di Castel Porziano.

La gestione del distanziamento sociale in spiaggia è un rompicapo per gli addetti ai lavori e alcuni comuni, alle prese con le ristrettezze di bilancio, potrebbero imboccare la strada dell’affidamento delle spiagge libere ai privati in nome dell’emergenza sanitaria. Ma proprio dalle esperienze di turismo naturalistico e alternativo potrebbero arrivare delle indicazioni utili. Infatti, l’Oasi Naturista di CapocottaLink esterno, spiaggia libera attrezzata nella riserva di Castel Porziano citata nelle guide turistiche di mezzo mondo, da vent’anni sperimenta il distanziamento sociale e la sanificazione delle strutture.

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