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Putin, la Russia e la Crimea un anno dopo l’annessione

(tvsvizzera)

Di Giorgio Cuscito (Limes)

Nell’ex regione ucraina gran parte della popolazione festeggia il ritorno sotto il controllo di Mosca. I sondaggi dicono che in patria il consenso verso il capo del Cremlino è solido, ma in futuro questo potrebbe risentire dei problemi economici del paese.

È passato un anno da quando la Crimea è stata annessaLink esterno alla Russia. Il 16 marzo 2014, gli abitanti dell'ex regione ucraina, prevalentemente russofona, esprimevano a stragrande maggioranza (circa 96% dei votanti) con un referendum non riconosciuto da Kiev la volontà di passare sotto il controllo di Mosca. Il processo di riannessione in realtà era iniziato circa dieci giorni prima, quando almeno 16 mila militari russi senza mostrine ne avevano preso il controlloLink esterno in seguito alla defenestrazioneLink esterno del presidente ucraino – filo Mosca – Viktor Yanukovich.

L'incorporazione della Crimea ha dato inizio a una nuova fase della crisi nell'Est dell'ex repubblica sovietica segnata da una guerra civile tra l'esercito di Kiev e i ribelli filorussi, che l'accordo di Minsk di un mese fa tra Putin e PoroshenkoLink esterno ha al momento interrotto.

Nonostante i festeggiamenti in Crimea per l'anniversario dell'annessione, la situazione economica in Russia e nella regione è tutt'altro che positiva.

Geopolitica della Crimea

La storia e il ruolo geostrategico della Crimea sono noti. La penisola fu incorporata nell'impero russo nel 1783 durante il regno di Caterina la grande. Poi nel 1954 è stata donata dal presidente dell'Unione Sovietica Nikita Kruscev (che era ucraino) al governo di Kiev. Già da prima della recente occupazione russa, questa ospitava la base militare di Sebastopoli, che Kiev aveva concesso in affitto a Mosca fino al 2042. Questa base ha un ruolo strategico poiché consente alla sua flotta di accedere velocemente al Mar Mediterraneo, alla penisola balcanica e al Medio Oriente. Inoltre, l'estremità orientale della Crimea dista pochi chilometri dall'instabile Caucaso russo, teatro geopolitico di grande importanzaLink esterno per il capo del Cremlino.

Per Putin, la riannessione della penisola non è stata solo dettata dalla volontà di correggere "un'ingiustizia storicaLink esterno". Piuttosto, è dipesa dal desiderio di rispondere alla "perdita dell'Ucraina", determinata dalla destituzione di Yanukovich in seguito alle proteste di Euromaidan. Queste probabilmente sono state fomentateLink esterno dai servizi segreti degli Usa, che avrebbero visto nella embrionale crisi nell'ex repubblica sovietica l'occasione per colpire Putin e danneggiare il rapporto sempre più strettoLink esterno tra la Russia e la Germania della cancelliere Angela Merkel.

La Crimea in difficoltà

Le varie tranche di sanzioni economiche contro la Russia in seguito all'annessione della Crimea hanno contribuito al forte rallentamento dell'economia russa, la quale deve fare i conti anche con il crollo del prezzo del petrolio, del deprezzamento del rubloLink esterno. Questi problemi si riflettono anche sulla vitaLink esterno nell'ex regione ucraina.

Qui i salari e le pensioni sono aumentatiLink esterno, ma lo è anche l'inflazioneLink esterno. I prezzi al consumatore sono saliti del 42.5% rispetto allo scorso anno. A causa delle sanzioni occidentali, i circuiti bancari American Express e VisaLink esterno non funzionano e l'economia locale si serveLink esterno principalmente di denaro contante. I problemi burocratici riscontrati dagli imprenditori a causa del passaggio dalla legislazione ucraina a quella russa sono molteplici. Kiev ha tagliato le forniture dell'acquaLink esterno alla penisola, danneggiando l'agricoltura locale. Le interruzioni di corrente elettrica sono frequenti. I collegamenti ferroviari con l'Ucraina sono stati sospesiLink esterno, danneggiando gli imprenditori che intrattenevano rapporti con il resto dell'ex repubblica sovietica. Prima dell'annessione, la maggior parte dei beni proveniva dal resto dell'Ucraina, ora giunge dalla Russia a bordo dei traghetti che attraversano lo stretto di Kerch. Tuttavia, la loro capacità è limitata e il maltempo può far ritardare le consegne. Mosca intende sviluppare nuove rotte, incluse un ponte o un tunnel sullo strettoLink esterno per migliorare i collegamenti con il resto del paese. Il turismo, settore importante per la regione, risente di tutti questi problemi.

Le difficoltà non sono solo economiche. In un rapporto pubblicato a settembreLink esterno, il commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa Nils Muižnieks ha segnalato in Crimea numerosi casi di intimidazioni nei confronti dei tatari, minoranza etnica musulmana, e dei cittadini di etnia ucraina. Anche i giornalisti e gli attivisti critici verso le nuove autorità avrebbero subito forti pressioni. Muižnieks ha anche riscontrato morti e sparizioni in circostanze sospette.

Putin più forte di prima, per ora

Pochi giorni fa, la televisione di Stato russa ha messo in onda un documentarioLink esterno dal titolo "Crimea, ritorno alla madrepatria". Nella pellicola, Putin afferma di aver pianificato la riannessione della penisola la mattina del 23 febbraio 2014: un giorno dopo la destituzione di Yanukovich e tre settimane prima del referendum svoltosi nella penisola, il cui schiacciante risultato è stato più volte definito la ragione dell'incorporazione. Il capo del Cremlino afferma di aver inviato le sue truppe per mettere in sicurezza il territorio e di aver preso in considerazioneLink esterno persino la messa in allerta dell'arsenale nucleare per evitare che gli fosse impedito di completare l'annessione della penisola. Lasciando intendere che avrebbe fatto di tutto pur di proteggere i russi di Crimea. A ben vedere la retorica di Putin in Russia funziona.

Nonostante le difficoltà economiche in cui verte il paese e le tensioni diplomatiche con l'Occidente, il consenso verso il presidente è solido. In occasione dei funerali di Boris NemcovLink esterno, oppositore politico del presidente misteriosamente assassinato di fronte al Cremlino, decine di migliaia di persone hanno marciato a Mosca, ma senza scalfire l'immagine del presidente. Secondo un sondaggio condottoLink esterno dall'istituto non governativo russo Levada, la popolarità di Putin avrebbe superato l'86%. È il segnale che la sua offerta di stabilità, sicurezza e relativo benessere funziona ancora. Secondo Reuters, il primo ministro della Crimea Sergei Aksyonov ha dettoLink esterno che il consenso verso Putin in Crimea è quasi al 100% e che nove persone su dieci sostengono l'annessione. Qualche dubbio sull'esattezza di questi dati rimane. A prescindere dalla loro veridicità, qualora le difficoltà economiche in cui verte la Russia (e la Crimea) non venissero risolte al più presto, il consenso verso Putin potrebbe risentirne notevolmente. E con esso la sua poltrona. Del resto, quando si ha fame, il patriottismo diventa meno affascinante.

Per approfondire: Democratura, il cuore antico del regime di PutinLink esterno

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