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Meglio uccidere che ricattare. Ovvero, stravaganze giudiziarie all’italiana

(keystone)

di Massimo Donelli

Come un romanziere instancabile (George SimenonLink esterno, per dire, o, se preferite, John GrishamLink esterno) il circuito mediatico-giudiziario italiano fabbrica in continuazione storie da film.

Spesso, si tratta di film dell'orrore.

Non di rado, sembrano scritte per il teatro dell'assurdo.

Nell'arco ristretto di una decina di giorni, per esempio, sono riemersi dall'oblio del carcere due star della cronaca nazionale: Anna Maria Franzoni, 42 anni, e Fabrizio Corona, 40 anni.

La "mamma di Cogne", condannata in via definitiva il 21 maggio 2008Link esterno perché ritenuta colpevole di aver ucciso il figlioletto Samuele, di 38 mesi, è tornata libera giovedì 26 giugno dopo aver scontato 6 anni di reclusione sui 16 previsti. Sì, non proprio libera-libera. E' agli arresti domiciliari in famiglia. Ha il divieto di tornare in Val d'Aosta. Ha quattro ore al giorno per uscire. Ma, insomma, altro che galera…

Il "fotografo dei vip" (che non è mai stato un fotografo: era il titolare di un'agenzia di comunicazione multimediale) nel corso di vari processi è stato condannato in via definitiva complessivamente a 13 anni e 11 mesi di reclusione perché riconosciuto colpevole di: a) tentata estorsione ai danni dei calciatori Francesco CocoLink esterno e AdrianoLink esterno (1 anno e 5 mesi) e David TrezeguetLink esterno (5 anni); b) detenzione e spesa di banconote false e detenzione e ricettazione di una pistola (1 anno e 6 mesi); c) bancarotta fraudolenta e evasione fiscale (3 anni e 10 mesi); d) corruzione (1 anno e 2 mesi); e) evasione fiscale (1 anno). Giovedì 12 giugno Corona è comparso in Tribunale a Milano e, una tantum, è stato assoltoLink esterno (dall'accusa di aver frodato il fisco). Ma, subito dopo aver ascoltato il verdetto, è stato riaccompagnato in manette al carcere di Opera, periferia sud milanese, dove è rinchiuso dal 17 marzo 2013 e considerato, a quanto pare, un detenuto modello (dopo che per tanti anni, nella vita libera, è stato considerato un modello non da imitare).

Franzoni (un'assassina) fuori, Corona (che non ha ucciso nessuno) dentro.

Come è possibile?

Beh, chi uccide in Italia se la cava quasi sempre a buon mercato.

Vediamo…

La modella americana Terry BroomeLink esterno, che, allora ventiquattrenne, all'alba del 26 giugno 1984Link esterno con una Smith & Wesson cal. 38 specialLink esterno scaricò due colpi mortali nel corpo di Francesco D'Alessio, 40 anni, rampollo di una delle più note famiglie romane, fu condannata in via definitiva a 11 anni e 6 mesi: non ne ha scontati nemmeno 8Link esterno.

Erika De NardoLink esterno, l'allora sedicenne che la sera del 21 febbraio 2001Link esterno uccise con 97 coltellate la madre Susy, 41 anni, e il fratello Gianluca, 11 anni, con la complicità del fidanzato Omar Mauro FavaroLink esterno, allora diciassettenne, è tornata libera il 6 dicembre 2011. Il 9 aprile del 2003, con sentenza definitiva, Erika era stata condannata a 16 anni di reclusione, Omar ne aveva avuti 11. Lui è libero dal 3 marzo 2010: ha scontato 9 anni. Lei è stata dietro le sbarre meno di 10 anni.

Il romano Stefano Lucidi, che la sera del 23 maggio 2008Link esterno, guidando senza patente (gli era stata ritirata perché cocainomane) a oltre 90 all'ora una Mercedes, travolse e uccise una coppia di fidanzati in scooter, Alessio Giuliani, 23 anni, e Flaminia Giordani, 22 anni, se l'è cavata con una condanna definitiva a 5 anni.

E' andata meglio a Serban Dan Daniel, 35 anni, rumeno. Ubriaco, senza patente, la sera del 6 febbraio 2009 uccise Marco PicanoLink esterno, 36 anni, e ferì gravemente Cinzia, la fidanzata di Marco, travolgendoli con l'auto (rubata) che guidava contromano. Anziché fermarsi a soccorrere le due vittime, proseguì per qualche chilometro e poi fece sosta al bar per bersi una birra. Se l'è cavata con tre anni di reclusione.

Bene. Anzi, male.

Ora preparatevi all'ultima notizia, poi vi lasciamo in pace e torniamo tutti al tran tran della nostra vita quotidiana.

Corona ha ottenuto la cosiddetta continuazioneLink esterno una sorta di "accorpamento" delle pene: anziché 13 anni e 10 mesi, dovrà scontare 9 e 8 mesi, secondo quanto ha stabilito a gennaio il giudice del Tribunale di Milano, Enrico Manzi,.

Ma la Procura della Repubblica di Milano ha impugnato il provvedimento: vuole che il reo stia in galera fino all'ultimo giorno.

Se la spunterà la Procura, Corona avrà ancora più tempo a disposizione per meditare su un paradosso. Questo: forse più che tentare di ammazzare la reputazione dei vip gli conveniva ammazzarli direttamente…

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massimo.donelli@usi.ch

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