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Lago di Como, è l'estate dei campeggiatori

Keystone / Matteo Bazzi

I turisti ticinesi sono tornati sull'Alto Lario, mentre a Bellagio la mancanza di ospiti stranieri è più che palpabile.

Questo contenuto è stato pubblicato il 22 luglio 2020 - 09:10
Romana Vinci, RSInews

Quando lo scorso 15 Giugno sono state riaperte molte frontiere in Europa, incluse quelle tra Italia e Svizzera, gli operatori turistici del lago di Como hanno tirato un sospiro di sollievo. Il turismo, in queste zone - lo dimostrano i numeri - è infatti prevalentemente straniero.

DomasoLink esterno, ad esempio, soltanto nella prima settimana dopo l’apertura, nel camping Italia ‘90 sono arrivati 48 villeggianti svizzeri.  “Sono i nostri clienti storici”, spiega Fabio, gestore del camping. Situato ad appena un’ora di macchina da Lugano, infatti, l’Alto Lario è una delle mete predilette dai ticinesi, soprattutto dagli amanti del camping.

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È ancora sospesa, invece, la situazione a BellagioLink esterno, la mèta principale del lago di Como. L’inizio della stagione è stato molto difficile: a giugno la maggioranza degli hotel era chiusa, le saracinesche di molti negozi abbassate e c’era poco movimento in giro. E pensare che, l’anno scorso, in questo borgo sono transitate più di un milione di persone.  Ma i commercianti e gli operatori turistici stringono i denti, e sperano di tornare presto ad accogliere tutti i loro clienti. A partire già da questa seconda metà di luglio.

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