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Vaccinar... sì o no?

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Dieci iniezioni solo nei primi due anni di vita: tetano, pertosse, difterite, morbillo, rosolia, poliomielite e tanti altri ancora. Per alcuni una scelta giusta, essenziale. Per altri, un errore. La trasmissione per i consumatori 'Patti chiari' ha deciso di verificare se i dubbi di chi sceglie di non far vaccinare i propri figli sono fondati.

Questo contenuto è stato pubblicato il 12 novembre 2017 - 15:30

A consigliare le vaccinazioni è l’Ufficio federale della sanità pubblicaLink esterno con l’appoggio praticamente unanime di tutti i pediatri. 

Test, esperimenti, dati, statistiche tutto va nella stessa direzione: i vaccini servono a proteggersi dalle malattie, a salvaguardare i più deboli e a vivere di più. 

Degli esempi? Il morbillo: può uccidere da 1 a 3 pazienti ogni 10'000 ammalati, il vaccino può causare un effetto collaterale grave in un 1 caso su 1 milione. 

La speranza di vita: oggi è di circa 80 anni, nel 1900 di 40. E la prima causa di morte nel ventesimo secolo erano le malattie infettive…

Quindi perché alcuni dubitano? Che paure hanno? 

A spaventare spesso sono l’alluminio, lo squalene, la formaldeide, sostanze considerate tossiche, che vengono iniettate ai nostri figli assieme al vaccino. Perché le contengono? Che conseguenze hanno sulla salute?

Un vaccino non è eccessivo per il sistema immunitario dei neonati? E perché i medici vogliono imporceli? Sarà forse per arricchire ulteriormente le casse di big pharma?

Per non parlare degli effetti collaterali riportati dai foglietti illustrativi dei vaccini: autismo, sclerosi, encefalite, shock anafilattico. Con tutti questi problemi, è normale che la gente dubiti.

'Patti chiariLink esterno', la trasmissione della Radiotelevisione svizzera RSI dedicata ai consumi, ha deciso di andare a fondo e verificare se i dubbi sono fondati.

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